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Data: 27/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Gatti è fuori ma lancia l’altolà a Chiodi. Bordata al Pdl di Tancredi: «Mi ha fatto una campagna contro, ora dovrò fare le mie valutazioni»

TERAMO Ha sfiorato un’impresa clamorosa, fermandosi a un passo dal traguardo. Paolo Gatti non ce l’ha fatta a diventare deputato per Fratelli d’Italia, che alla Camera ha ottenuto nove seggi: il suo è stato il decimo risultato, gli sono mancati 1.700 voti rispetto a un “concorrente” del Veneto. L’assessore regionale al lavoro mastica amaro, tuttavia il suo risultato è notevole e ne conferma – dopo gli oltre 11mila voti presi alle regionali, miglior risultato abruzzese – le qualità di animale politico. Gatti correndo per un partito appena nato ha dovuto fare una campagna elettorale vecchia maniera, sul suo nome, come se ci fossero ancora le preferenze. E i numeri raccolti sono impressionanti: 27.693 voti in Abruzzo (pari al 3,55%), 13.300 in provincia di Teramo (il 7,23%), 4.140 a Teramo città (il 12.23%), autentico ossigeno di coalizione per un Pdl boccheggiante e quasi dimezzato rispetto al 2008. «L’avevo detto», commenta Gatti, «che per essere eletto dovevo prendere 30mila voti, ed era un’impresa titanica. 30mila voti li prendevano solo Gaspari e Ricciuti ai tempi della Dc. Certo che averne presi quasi 28mila inutilmente fa male. Però intanto devo ringraziare la gente, perché quelli a Fratelli d’Italia erano di fatto voti di preferenza per me. E poi dico che rifarei quello che ho fatto, è stata una bella avventura. Quello che mi dispiace è aver contribuito a eleggere Razzi, questo sì. Cosa è mancato? L’esplosione del “Cinque stelle” ha tolto voti anche a me, è un voto di protesta che non mi piace perché non costruisce nulla, ma il popolo ha sempre ragione». Ora Gatti torna a fare l’assessore nella giunta Chiodi, ma con il Pdl teramano e regionale tira aria di resa dei conti. I messaggi che l’esponente di Fratelli d’Italia lancia agli ex compagni di partito sono al veleno. «C’è stata», dice, «una campagna elettorale un po’ troppo aggressiva contro di me da parte dei cugini del Pdl, aggressiva e inelegante, e non mi ha certo aiutato. Viceversa, quando il Pdl parla di “tenuta” farebbe bene a citare i risultati di coalizione, non i suoi. Ora mi prendo un po’ di riposo, poi con chi mi ha sostenuto faremo una valutazione complessiva. Più che politica, sarà una valutazione personale su quelli che sono stati finora i miei compagni di viaggio».

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