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Pescara, 19/06/2026
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Data: 27/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Pdl spavaldo: ora la sfida delle regionali. L’elezione al Senato della consigliera regionale pescarese Federica Chiavaroli lascerà all’attuale presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo un posto in Consiglio regionale.

Quagliariello: «Possiamo farcela». E Piccone pensa di correre a sostegno della candidatura del presidente Chiodi

PESCARA La vittoria sembrava così impossibile. E oggi che hanno vinto, non smettono più di abbracciarsi: Quagliariello abbraccia Piccone, Piccone abbraccia Di Stefano, Di Stefano abbraccia Pelino, Pelino abbraccia Tancredi, Tancredi abbraccia Chiavaroli, Chiavaroli abbraccia Razzi, e Razzi abbraccia tutti. Era finita e ora si ricomincia. Pensavano di strappare quattro seggi, ne hanno sette con il premio di maggioranza al Senato che vale una dichiarazione di esistenza in vita. Nel quartier generale del senatore Gaetano Quagliariello, sotto i portici di piazza Salotto, la gioia è molta, ma c’è spazio anche per l’onore delle armi.Per esempio, per Franco Marini, l’ex presidente del Senato che ha mancato la rielezione a Palazzo Madama con il bel gesto di cedere il posto di capolista a Stefania Pezzopane (ma non lo sapeva che in politica i bei gesti quasi mai pagano?). Quagliariello gli dedica quasi le prime parole del suo discorso: «Dispiace la mancata elezione di Marini (applausi), a cui va il mio saluto affettuoso». Marini e il Pd, dice Quagliariello, sono stati sconfitti «perché hanno fatto troppi calcoli». «Ma anche nel nostro campo ne hanno fatti» aggiunge pensando all’assessore regionale al Bilancio Carlo Masci e alla sua lista Rialzati Abruzzo che ha rischiato di far perdere il centrodestra al Senato, «dimenticando che la prima prospettiva era quella nazionale. Abbiamo detto che è stato un errore politico e avevamo ragione. Ma quando si sbaglia non bisogna infierire». Dunque niente richiesta di passo indietro dalla giunta Chiodi, come qualcuno ipotizza? Si vedrà nei prossimi giorni. Oggi è il tempo della gioia. Certamente ci saranno iniziative per togliere a Nicoletta Verì, passata dal Pdl ai montiani (era capolista al Senato, non è stata eletta) la presidenza della commissione regionale Sanità. Sulla vittoria dice Quagliariello, in un doveroso passaggio dedicato al leader del centrodestra, «abbiamo seguito l’esempio che in questo mese Berlusconi ci ha dato, compiendo un miracolo a livello nazionale. Ce l’abbiamo fatta perchè la politica si fa con la testa e con il cuore, ha una sua razionalità. Non si guarda dal buco della serratura, e soprattutto abbiamo capito una cosa che ci ha insegnato Berlusconi: quando si scende in campo bisogna provare a vincere». Ma non ci sarà molto tempo per festeggiare. Anzi non ce n’è affatto perché «non pensiamo che la campagna elettorale sia finita», aggiunge Quagliariello pensando alle prossime elezioni regionali. «E questo entusiasmo lo utilizzeremo subito per lanciare la sfida perchè l’Abruzzo resti al centrodestra. Siamo sicuri che centreremo l’obiettivo». Il lavoro da fare sulle regionali è molto. Il Pdl rispetto alle politiche del 2008 ha perso in Abruzzo oltre 150 mila voti, passando dal 41,1% al 29,1% e da 344mila voti agli attuali 184mila. Rispetto alle regionali dello stesso anno, (quando riconquistarono la Regione con Gianni Chiodi) la differenza è di appena 6mila voti (ma allora andò alle urne il 53% degli eventi diritto). Dice FilippoPiccone : «Lo scenario nazionale da allora è diverso, ma l’Abruzzo ha tenuto bene. Il dato aritmetico è relativo. Il Pd pensava che eravamo fuori gara. Io dissi a Paolucci (il segretario regionale Pd ndr.) che invece potevamo farcela». E allora se la distanza tra i voti del 2008 e del 2013 è tanta, «questo vuol dire che c’è un bacino da recuperare, anche se dovessero cambiare quelle condizioni nazionali», dice Chiodi, «ma la domanda vera di queste elezioni è un’altra e cioè: come ha fatto il Pd ad aver perso i suoi voti? Noi lo sappiamo. Vuol dire che la gente non si fida del Pd». Per il neo-deputato Fabrizio Di Stefano il calo dei voti «è un dato da valutare con attenzione. Oggi abbiamo euforia e eccitazione, perché abbiamo vinto contro ogni previsione, ma dobbiamo restare con i piedi per terra, e capire come riconquistare quei voti. Pur se il momento storico è diverso, il Pdl in Abruzzo resta sempre tra i primi in Italia, sopra la media nazionale, ed è merito nostro, di questa dirigenza abruzzese. Quindi dobbiamo aver fiducia». La battaglia sulla Regione oggi è una priorità assoluta per il Pdl. Il senatore Piccone in questi giorni sta riflettendo se «affiancare Chiodi nella campagna elettorale», presentandosi come candidato ed eventualmente, una volta eletto all’Emiciclo, lasciare il posto al primo dei non eletti alla Camera, l’avezzanese Massimo Verrecchia. È presto per dirlo. Come è presto per dire con certezza se sarà presentata la “lista del presidente”, al quale sta pensando Chiodi. I suoi collaboratori assicurano che ci sarà. Intanto l’elezione al Senato della consigliera regionale pescarese Federica Chiavaroli lascerà scoperto un posto in Consiglio regionale. I tempi per l’opzione tra le due cariche non sono strettissimi, si potrebbe arrivare anche a sei mesi. Al suo posto subentrerà l’attuale presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo, che lascerebbe di conseguenza la guida della società regionale di trasporto.

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