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Pescara, 19/06/2026
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27/02/2013
Il Centro
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Avezzano, i tedeschi comprano Micron. LFoundry acquisisce stabilimento e capitali. Il presidente della multinazionale Usa: preservati i posti di lavoro. I sindacalisti: «Siamo preoccupati, il ministero deve vigilare» |
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AVEZZANO La Micron di Avezzano è stata venduta alla società tedesca LFoundry. L’ufficialità è arrivata l’altra notte, a urne elettorali ormai chiuse in Italia e dopo avere terminato le contrattazioni alla borsa di New York. L’accordo preliminare vincolante fra le due società è stato firmato a Boise, nello Stato americano dell’Idaho. Il numero uno di Micron ha comunicato che verranno preservati i 1.623 posti di lavoro. Per ora. I dipendenti dello stabilimento marsicano - il primo in provincia dell’Aquila e il secondo in Abruzzo - sono stati avvisati della cessione con un sms. L’operazione sarà chiusa entro metà aprile, quando verranno resi noti anche i dettagli finanziari. Ma tra i lavoratori (700 sono in cassa integrazione) le preoccupazioni sul futuro non mancano. ECCO L’ACCORDO. LFoundry ha acquisito il sito produttivo e i capitali della Micron Technology di Avezzano. Il piano terra dello stabilimento marsicano resterà di proprietà Micron, che con un gruppo di 150 dipendenti continuerà a fare ricerca, sviluppo e marketing. La multinazionale Usa, dunque, non lascia l’Italia, dove ha sedi anche ad Agrate Brianza, Catania, Padova e Arzano. Secondo l’accordo, Micron assegnerà a LFoundry il contratto di fornitura della durata di quattro anni attualmente in corso con il “monocliente” Aptina per la produzione di sensori per immagine a 200 millimetri ad Avezzano. L'accordo comprende anche la concessione per un anno, seppur limitata negli usi, delle licenze tecnologiche di Micron. SI PARLA TEDESCO. Gunther Ernst, numero uno di LFoundry, ieri ha avuto un primo incontro coi rappresentanti sindacali dell’azienda avezzanese. «Attendere cosa saremo». Con uno slogan e una serie di immagini ha cercato di spiegare quale futuro si vuole per LFoundry. «La capacità tecnologica e produttiva dello stabilimento Micron» afferma Ernst «unita alle nostre tecnologie e al nostro sito produttivo, rende tale accordo una soluzione vincente e una parte importante del nostro obiettivo strategico: costruire il business di LFoundry ed essere il partner specialistico dei nostri clienti». COSA È LFOUNDRY. La società è stata fondata nel 2008 a Landshut, in Germania. Oltre all’automotive e alla telefonia mobile, più di Micron l’azienda tedesca produce nel settore elettromedicale, videocamere per impianti di sicurezza, sensori per laboratori scientifici e applicazioni nel campo energetico. Ma chiaramente LFoundry non fa i numeri di Micron. «FUTURO DI SUCCESSO». Lo sottolinea Mark Durcan, presidente mondiale di Micron. «L’operazione rende possibile la costruzione di un futuro di successo per il sito di Avezzano» dichiara Durcan «la transazione non solo preserva la struttura e il lavoro nel sito, ma permette anche una stabile fornitura di wafer a lungo termine per Aptina, migliorando ulteriormente il valore per Micron della sua partecipazione azionaria in Aptina». JV MARSICA SRL. È la nuova società creata appositamente in questa operazione di vendita. Il management di LFoundry ad Avezzano sarà lo stesso di Micron. La società avrà il compito di dialogare con le istituzioni. A cominciare dal futuro governo. Anche se in questa delicata fase l’incerta situazione politica nazionale non aiuta. DUBBI DEL SINDACO. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ha allertato i colleghi marsicani e le istituzioni a tutti i livelli per vigilare «sull’intempestivo passaggio dello stabilimento marsicano alla società tedesca». «Micron», secondo Di Pangrazio, «non può sfilarsi dalla partita assicurando qualche anno di commesse di Aptina, ma deve essere garante, insieme al governo, della nuova formula societaria e della validità e sostenibilità economica di un piano industriale a lungo termine. Un sostegno al comparto della micro-elettronica può arrivare dal tavolo di settore aperto dal ministero».
I sindacalisti: «Siamo preoccupati, il ministero deve vigilare»
Il 21 gennaio scorso, dopo l’incontro con il governo, era filtrata la notizia della trattativa fra Micron e LFoundry. Fin da allora ci sono state perplessità fra le organizzazioni sindacali. Timori riemersi ieri. «La direzione aziendale ci ha comunicato quale sarà il futuro dello stabilimento di Avezzano», hanno evidenziato i responsabili delle Rsu Micron, «come atteso i rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto la comunicazione ufficiale relativa alla sottoscrizione di un accordo vincolante che prevede la cessione di Fab9 all’azienda tedesca Lfoundry. Confermiamo le preoccupazioni maturate già all'inizio della vertenza ed espresse con forza durante le assemblee dei lavoratori e nelle manifestazioni dell’Aquila e di Roma. Esprimiamo un profondo rammarico rispetto all’impegno preso il 21 gennaio dalle parti al ministero e, purtroppo, ad oggi disatteso: incontrarsi nuovamente prima che i giochi siano fatti». Per le Rsu in questa fase serve la supervisione del ministero. Per questo al termine dell'incontro con l'azienda hanno lanciato un appello ai responsabili del tavolo tecnico aperto negli uffici capitolini di via Molise: «Invitiamo i funzionari del ministero per lo Sviluppo economico a prestare particolare attenzione alle operazioni in corso e alle altre Istituzioni che li hanno appoggiati chiediamo di supportare i dipendenti in questa particolare fase».
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