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Pescara, 19/06/2026
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Data: 28/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Pd, fibrillazione e ritorno «No ai processi sommari». Pezzopane e Legnini invitano alla calma «Impegno e solidarietà»

L’AQUILA Se c’era Renzi. Se c’era un candidato marsicano. Se c’era più grinta. Se c’erano meno tasse. Se non c’era questo e non c’era quello. Comincia di mattina presto la resa dei conti nel Pd. Lettere, frecciate, richieste di dimissioni. I delusi e gli scontenti si svegliano di buonora, postando su Facebook i primi commenti al vetriolo. Comincia Camillo D’Alessandro capogruppo del Pd alla Regione dando la stura alla protesta che monta dalla base. Ma non è il solo. Le prime avvisaglie c’erano state già lunedì: «Si dovranno fare i conti anche in Abruzzo». Ieri mattina rincara la dose: «Il risultato del Pd in Abruzzo deve mettere tutti in discussione, ognuno con le proprie responsabilità. Ma perchè si reagisce male alla voglia di fare meglio? Perchè qualcuno sperava forse in una esaltazione del proprio lavoro personale in caso di vittoria ed oggi si sente messo in discussione?». Quarantaquattro ”mi piace”. Non fa nomi. Ma ce l’ha col segretario regionale Silvio Paolucci che proprio ieri sui giornali marcava il no alle dimissioni: «Io resto al mio posto», diceva sperando di cucire la bocca ai forcaioli.
E anche la pancia del partito si ribella. Inveisce: avete sbagliato tutto, vi siete seduti, avete candidato la solita gente. E’ una guerra fratricida quella che si scatena in Abruzzo. Invece di avviare la riflessione, il mea culpa, invece di analizzare il passato per non sbagliare in futuro, viene aperto il processo. «Primarie piene, urne vuote. Vi ricordate il mio racconto pubblico delle ferite fatte alle primarie? E’ accaduto in tutta Italia, ha vinto l’apparato», va avanti così il giovane D’Alessandro. Una punta di veleno che scatena post e mi piace, la base assalta il Pd umiliato e perdente. Dallo statomaggiore dei democrat a Pescara parte un comunicato a firma congiunta Legnini-Pezzopane, è una prima pezza calda ai mal di pancia della base. «Ringraziamo le donne e gli uomini che hanno dato fiducia al Pd - scrivono i capilista di Camera e Senato - Il risultato regionale al di sotto delle aspettative ha risentito molto del dato nazionale e meridionale ed ha segnato una sconfitta. Questo ci impone di capire fino in fondo cosa sta accadendo, di rafforzare il nostro impegno con serietà e un po’ di umiltà e non di aprire processi sommari e generici a un gruppo dirigente che, dopo le enormi difficoltà degli anni 2008-2010 si è fatto carico di ricostruire una prospettiva portando il Pd a vincere quasi ovunque». E’ l’arringa per Paolucci. «Non è il tempo delle contrapposizioni interne anche perchè ci sarà un congresso tra qualche mese, ma della solidarietà e dell’impegno attivo dell’intero gruppo dirigente».
Stupido perdere tempo così, spiega la Pezzopane. «Dobbiamo concentrarci e analizzare altri problemi, altre questioni. La prima: come mai la gente non ci vota, come mai questo risultato, perchè la gente vota Grillo e non noi». E’ il momento di cambiare registro. Bisogna riflettere e capire in fretta, e prepararsi poi per le Regionali. Cercando magari un candidato con la faccia grillina. «Dobbiamo cambiare registro certo, ma mettendo a punto un progetto forte, perchè anche se Chiodi governa male non è detto che la gente non lo voti. No, non dobbiamo copiare Grillo perchè sennò rischiamo di fare la brutta copia». Dobbiamo, dice invece la neo senatrice Pd, «adottare metodi trasparenti per la selezione dei candidati; fare le primarie per il candidato governatore; e ripeto, lanciare un progetto forte». La vittoria alle Regionali va costruita, rilancia Pezzopane. «E smettiamola di ricalcare gli assurdi schemi delle alleanze in cui ci siamo cimentati fino ad oggi: con l’Udc, no meglio con l’Idv. Mentre noi siamo fermi da mesi a pensare alle alleanze, all’improvviso ti spunta fuori Grillo che da solo prende più voti di tutti noi, alleati compresi».

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