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Data: 28/02/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
La base dei 5 Stelle si ribella a Beppe: sulle alleanze decide la rete

Il web insorge mentre nel movimento si consolidano una destra e una sinistra. Voci sul comico a Roma. Assemblea degli eletti

IL CASO
ROMA Dopo l’ebbrezza della vittoria ecco il giorno dei dubbi. Dare o non dare fiducia a un governo Bersani? Questo è il problema. Persino esistenziale, se vogliamo. Risultato: blog in fermento, web-dibattito che infuria, paginate e paginate di commenti 2.0, finché arrivano le bordate di Grillo. «Bersani? È un morto che cammina». Basta e avanza il primo siluro per capire le intenzioni di Beppe. «Ti ho votato, ma non per mandarci tutti in rovina. Fai il serio. Almeno tu». Passano pochi minuti e qualcuno fa notare che non è serio dare la linea mentre sul web si sta discutendo. «Che democrazia è?». In realtà non è la prima volta che il capo scavalca iscritti e simpatizzanti e detta il «verbo». «Però io non capisco tanto stupore; In che movimento pensavano di essere entrati? Forse ipotizzavano una fiducia a Bersani?», si chiede Anna Paola.
LA LINEA DEL CAPO
Ed ecco che il blog del leader dei 5Stelle si affolla come via del Corso nell’ora di punta. Non è in discussione solo la linea dettata da Grillo ma anche il metodo. E questa volta nessuno pesca nel torbido. Sono gli iscritti, gli stessi attivisti del web che mettono in discussione il loro leader. È il primo segnale di dissenso che emerge dalla base elettorale del MoVimento. Un fiume di messaggi di chi teme che la via imboccata oggi sia quella dello «sfascio».
«Caro Beppe, così però non si va da nessuna parte», avverte Massimo. «Ragazzi ma non vi rendete conto che prima si vota una fiducia a poi si può entrare nel merito delle proposte di leggi? Se non si vota una fiducia non esiste alcun governo e si va dritti a nuove elezioni! Non ho votato per questi atti irresponsabili!», protesta Francesco.
DEPISTAGGIO
I temi su cui M5S e Pd potrebbero incontrarsi - costi della politica, anti-corruzione, conflitto d'interessi - darebbero una bella spallata alla casta. A qualcuno viene l’acquolina alla bocca. «Sfasciare tutto adesso potrebbe essere un colpo mortale per il movimento», scrive un altro elettore dei 5 Stelle. Emergono così due linee, due linee che in realtà ci sono sempre state. Una destra e una sinistra grillina nella migliore tradizione della politica italiana. «Aiutate il Pd a liberarsi dei dinosauri e della Cgil e forse domani saranno i vostri migliori alleati...», suggerisce un altro grillino. «Ragazzi, cosa ne pensate se il M5S, invece di votare sì alla fiducia al governo di Bersani, si astenesse dal voto?», è la via del compromesso ipotizzata da Carmelo. Mentre altri auspicano che i parlamentari 5 Stelle si affranchino dalla linea dettata da chi si presenta come loro semplice «megafono». E se Grillo avesse indicato la linea proprio per scatenare la web rivolta? Anche questa è un’ipotesi.
FINTA SUL RING
Per evocare Gianna Nannini: Grillo non è nuovo alle finte sul ring. Si sposta per far partire un gancio e invece colpisce di dritto. È la specialità della casa. Lo ha già dimostrato annunciando l’intervista a SkyTg24. Lo ha rifatto ieri quando nel pomeriggio la moglie Parvin ha annunciato che il marito era a Roma per depistare le troupe televisive e invece era in salotto che si lasciava docilmente intervistare da un tv britannica (come ha documentato una foto taggata da un simpatizzante su una pagina di Facebook.) Insomma, il personaggio, semmai non fosse chiaro, non è affatto facile da marcare: è un solista che predica il collettivo. E in genere funziona.
INFILTRATI
I più vicini alla linea di Grillo insorgono subito contro i non allineati. Scrivono messaggi di sostegno. Ipotizzano che esponenti del Pd si stiano infiltrando nel blog. I commenti più critici appaiono come i più votati. «Seguo Beppe da decenni e oggi per la prima volta mi trovo in forte contrasto - scrive Alessandro - I commenti più votati sono tutti in disaccordo con la sua decisione. Il M5S è nostro, siamo noi. Se c'è coerenza dovete sentire la nostra voce. Altrimenti è stato tutto vano. Se noi siamo la tua voce, con rammarico devo dire che noi non ti rivoteremo». E ancora: «Scusa Beppe, senza polemizzare e senza volerti attaccare« visto che tra l’altro ti ho votato, dove sta la democrazia della rete? A me pare che qui scegli tutto tu...», non gliela manda a dire Patrick. In rete a un certo punto appare una raccolta di firme a favore della fiducia. La piazza virtuale ribolle.
DURI E PURI
Ma c’è anche chi appoggia a spada tratta le posizioni del leader. «Chi critica questo post non ha capito un c...è chiaro che in questo modo si vuole costringere i ladri a mettersi in prigione da soli, a votare quei provvedimenti che non hanno mai fatto». Sono i duri e puri. Ma ciò che alla fine conterà sarà soltanto il punto di vista del guru. Che ne sarà intanto del Paese senza un governo? La risposta di Loretta Napoleoni, economista da sempre vicina ai grillini: «Gli Italiani in ogni caso sapevano che non votando il Pd o Monti lo spread sarebbe risalito e chiaramente non sono preoccupati di questo ma di come la politica e' stata condotta fino ad oggi e vogliono un cambiamento».

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