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Data: 28/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Il risiko delle cariche per Colle e Camere Scatta il toto-nomine

Giochi apertissimi in attesa di accordi politici ancora assenti Una donna al Quirinale, Monti in panchina e il sogno del Cav

ROMA Gli insulti di Grillo a Bersani - definito «un morto che parla», sul blog del leader dell’M5S (ma anche la relativa rivolta della base grillina contro il leader invitato a diventare forza di governo) , non fanno arretrare, dopo l’apertura lanciata ieri, il capo della coalizione del centrosinistra dal proposito di cercare di governare con il voto del M5S sulle possibili riforme condivise, come quella sul conflitto di interessi. Lo sbarco a Palazzo Chigi rimane ancora la scommessa nella quale il Pd, che ha il boccino in mano, crede di più. Con questa ipotesi in tasca, indipendentemente da tutto quello che Grillo potrà dire e fare nel frattempo, Bersani dovrebbe andare alle consultazioni di marzo con Napolitano. Ma la lunga teoria delle ipotesi non esclude neanche il governo di larghe intese Pd-Pdl. E, in questo caso, tra i nomi più gettonati sembra essere quello d Giuliano Amato. Anche se intervistato da La7, il professor ’sottilè ci ha scherzato sopra dicendo: il mio nome «esce pi— spesso di quanto non esca io». Tuttavia la soluzione delle grandi intese non sembra nelle corde di gran parte del Pd e del suo alleato Vendola che ha invece rilanciato un’agenda dove è presente il conflitto di interessi e il rilancio dell’economia su posizioni certo non gradite al centro destra. E’ dunque apertissima la partita delle nomine istituzionali dove si fanno avanti non pochi nomi e si prefigurano diverse soluzioni, anche le più fantasiose. Camera e Senato. Il Pd sarebbe anche disposto a cedere la presidenza della Camera ai grillini, forse per favorire una sorta di intesa programmatica. Il nome che circola è quello della giovane neoeletta Marta Grande. Ma sull’argomento i Cinquestelle tengono le bocche cucite anche se si tratterebbe di una proposta che renderebbe eviente il ruolo di interlocutore privilegiato del centro sinistra dopo il boom elettorale. Chiaramente, se la proposta venisse accolta, il Pd terrebbe per sè Palazzo Madama, e la presidenza potrebbe andare ad Anna Finocchiaro, si ragiona in ambienti parlamentari. Invece, con un governissimo, anche quello di Berlusconi diventa uno dei nomi possibili. Toto Quirinale. Tra i nomi in lizza, gira anche quello di Romano Prodi anche se la vittoria dimezzata del Pd ne riduce al minimo le quotazioni, si azzarda negli ambienti politici e parlamentari. E chi spinge per un Colle in rosa parla di Emma Bonino che, con Pannella, ha perso il treno del ritorno in Parlamento. E ancora rispunta Anna Finocchiaro le cui quotazioni sono sempre abbastanza elevate. In caso di larghe intese, ritornerebbe inoltre il nome del Cavaliere ma l’ipotesi risulterebbe troppo indigesta per quasi tutto il pd, gran parte dei grillini e certamente non gradita a Monti. Così come si ripresenterebbe il nome di Giuliano Amato. I giochi sembrano invece chiusi per Pierferdinando Casini dopo la mediocre performance elettorale, si commenta. Anche Mario Monti, scendendo in campo senza sfondare, avrebbe di molto ridotto le sue chance quirinalizie . La sorpresa, nel caso di impasse totale, e di una legislatura costituente breve, potrebbe essere ancora la riconferma di Giorgio Napolitano. La soluzione potrebbe andar bene a un ampio schieramento di forze, anche se l’attuale Capo dello Stato ha più volte rimarcato la sua indisponibilità ad un bis.L’ipotesi, comunque, non sembra credibile. Tra gli outsider infine l’ex magistrato Pietro Grasso, la cui candidatura viene caldeggiata dal presidente della Regione Sicilia Rosaio Crocetta.

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