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Data: 28/02/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ripartono i processi, domani il Cavaliere in tribunale

MILANO La campagna elettorale è finita e Silvio Berlusconi torna in aula. Ruby, diritti tv Mediaset, nastro Fassino-Consorte: i tre processi nei quali l’ex premier è imputato a Milano riprendono dal punto in cui sono stati sospesi, cioè a un passo dalla sentenza. La raffica di legittimi impedimenti presentati dai suoi legali aveva ottenuto un effetto immediato, cioè quello di congelare i procedimenti prevenendo così possibili ripercussioni sul voto. Dopo duri scontri in aula, i giudici hanno accolto la richiesta della difesa. Ma ora il tempo è scaduto e il Cavaliere deve affrontare un vero e proprio ingorgo giudiziario, che comincerà domani e si concluderà alla fine di marzo. Berlusconi, salvo impegni dell’ultima ora, ha annunciato che sarà presente alle udienze.
DICHIARAZIONI SPONTANEE
Il primo appuntamento giudiziario è fissato per domani, quando il capo della coalizione di centrodestra si presenterà in Corte d’Appello per rendere dichiarazioni spontanee e difendersi dall’accusa di frode fiscale nella compravendita dei diritti tv Mediaset. In primo grado Berlusconi è stato condannato a quattro anni di carcere, tre dei quali coperti da indulto. «I diritti erano oggetto di passaggi di mano e di maggiorazioni ingiustificate. Passaggi privi di qualsiasi funzione commerciale. Servivano solo a far lievitare il prezzo», ha scritto nelle motivazioni della sentenza il giudice Edoardo D’Avossa. Per i magistrati il sistema dei costi gonfiati ha consentito «un’evasione notevolissima» e ha portato alla creazione di fondi neri utilizzati dallo stesso ex premier, del quale fu rimarcata «una naturale capacità a delinquere mostrata nel perseguire il disegno criminoso». Proseguito, tra l’altro, anche dopo il suo ingresso in politica, «perché non c’era un altro soggetto» a gestire la frode. Berlusconi ha definito la sentenza «incredibile», motivata da «un uso della giustizia a fini di lotta politica» e tra ventiquattr’ore ribadirà la sua estraneità davanti ai giudici d’appello. Poi toccherà alla requisitoria del sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale che, verosimilmente, chiederà la conferma delle condanne inflitte. Dal 2 marzo si dovrebbero tenere le arringhe difensive e se i legali Ghedini e Longo non attueranno la ventilata ipotesi di rinunciare il mandato, il verdetto è atteso per il 23 marzo.
RUBY
Lunedì 4 marzo riparte anche il processo Ruby, nel quale l’ex presidente del consiglio è imputato di concussione e prostituzione minorile. E ricomincia con una testimonianza chiave richiesta dal presidente del collegio Giulia Turri: quella del pm del tribunale dei minori Annamaria Fiorillo, chiamata a ricostruire le fasi salienti della sera in cui Karima El Mahroug - la minorenne marocchina delle notti di Arcore - fu portata in questura e le disposizioni impartite dal magistrato all’ispettore Giorgia Iafrate. Il 18 marzo si terrà la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Antonio Sangermano, poi le difese e infine la sentenza. Prima però arriverà il verdetto del procedimento incentrato sulla telefonata tra Fassino e Consorte («Abbiamo una banca?») intercettata in piena scalata a Bnl da parte di Unipol e pubblicata da «Il Giornale» della famiglia Berlusconi quando era ancora coperta dal segreto istruttorio. Per Silvio Berlusconi, accusato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, è stato chiesto un anno di carcere, per il fratello Paolo tre anni e tre mesi. La sentenza il 7 marzo.

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