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Data: 28/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse, fondi e bollette l’incubo degli aquilani

Lolli (Pd): senza interlocutori rischia di saltare la trattativa a Bruxelles Per il sindaco Cialente «inspiegabile il voto di protesta nel cratere sismico»

L’AQUILA Fondi per la ricostruzione, tasse e restituzione, in una sola rata, delle somme decurtate nel 2012 (90 milioni di euro) sulle bollette relative ai consumi di gas ed energia elettrica. Questi i problemi, tutti a scadenza ravvicinata, che da lunedì notte, a spoglio elettorale finito, stanno togliendo il sonno al sindaco Massimo Cialente.Un incubo anche per gli esponenti del Pd Giovanni Lolli, e Stefania Pezzopane – il primo non riconfermato alla Camera e l’altra approdata, invece, al Senato – che confidavano, «per il bene della città», in un risultato diverso. «Aspettiamo di capire il futuro del Paese, poi vedremo il da farsi», afferma Lolli. «Ma siamo terrorizzati dal quadro che sta emergendo perché le preoccupazioni da noi esternate in campagna elettorale, mentre altri si prodigavano a lanciare messaggi più che rassicuranti, sono reali. Abbiamo diverse e pesanti scadenze alle porte. Penso alla questione dei fondi per la ricostruzione, che ormai scarseggiano, così come alla vicenda della restituzione delle tasse, materia su cui è attesa la decisione dell’Unione europea, o alle somme che gli aquilani dovranno restituire (90 milioni di euro) per gli sconti, operati senza la necessaria copertura, sulle bollette del gas e dell’energia elettrica. Uno tsunami per L’Aquila. Una situazione che richiede un governo sufficientemente forte. Invece, siamo in attesa di capire cosa accadrà, ma certo la preoccupazione è grande. Il cratere ha bisogno di un governo in grado di rappresentare a Bruxelles le nostre ragioni sulla vicenda delle tasse e di affrontare con determinazione il caso della restituzione dei 90 milioni che l’Enel tra due mesi richiederà agli aquilani. Ma, nella situazione in cui il Paese è piombato, sarà difficile persino trovare degli interlocutori che possano prestare attenzione ai problemi dell’Aquila che per noi deve restare questione nazionale. I fondi per la ricostruzione sono finiti e c’è bisogno almeno di un miliardo all’anno. Le risorse stanziate sono state già impegnate e attualmente abbiamo circa 1400 progetti fermi in attesa del finanziamento». Un quadro a tinte fosche, quello disegnato da Lolli, la cui nomina a sottosegretario alla vigilia del voto sembrava cosa già fatta. Fortemente preoccupata per le sorti della città anche la neo-senatrice Stefania Pezzopane. «Non sappiamo ancora se si riuscirà ad avere un governo che possa rispondere alle esigenze del Paese e di questo territorio. Per quel che mi riguarda, impegno, tenacia e forza non verranno meno. Ma lo scenario è di quelli che lasciano poco spazio all’ottimismo. Gli elettori hanno dato un segnale contraddittorio, il Pd qui ha avuto una bella risposta ma la grande opportunità di andare in due a Roma non si è concretizzata perché è saltata l’elezione di Lolli che in questi anni si è battuto come un leone per la nostra città. Vedremo con un eventuale governo di scopo cosa poter recuperare. E vedremo se anche gli altri eletti manterranno gli impegni assunti in questi mesi». Per Cialente «la strada è di nuovo in salita. È stato espresso un voto di protesta, cosa che altri possono permettersi ma non gli aquilani che hanno bisogno di un governo con cui confrontarsi per portare avanti la ricostruzione. Ora tutto è più difficile. Con Bersani c’era già l’intesa per mettere in campo le misure di cui abbiamo bisogno. La situazione è disperata, ma tanti aquilani non sembrano neppure accorgersene».

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