Giallo sull'aeroporto: neanche in zona Cesarini, la Regione non ha sbloccato i 5 milioni e mezzo del Piano marketing 2012 e il futuro dello scalo è a rischio. Dopo la riunione di mercoledì con gli assessori e i funzionari dei settori Turismo e Bilancio per la firma del Decreto legge, il presidente della Saga Lucio Laureti aspettava ieri la firma della determina da parte del dirigente responsabile del Turismo Mario Pastore. Ma la firma non c'è stata, benché Laureti avesse avuto precise garanzie direttamente dagli assessori Carlo Masci e Mauro Di Dalmazio. Laureti era uscito fiducioso dal vertice, poi è stato gelato dalle spiegazioni fornite da Pastore, che da qualche mese è anche presidente di Abruzzo Sviluppo: «Mi ha detto che deve acquisire altra documentazione - ha detto visibilmente nervoso - e che quando avrà quella completa potrà firmare». Insomma, la volontà politica c'è, ma da sola non basta più perché c'è un dirigente che deve assumersi la responsabilità di firmare un documento che vale 5,5 milioni di euro e la cosa non può essere presa alla leggera. Laureti non sa più a che santo rivolgersi: aveva dato un ultimatum alla Regione per il 28 febbraio. «Non è che l'aeroporto chiude se i soldi arrivano un giorno più tardi del previsto - aggiunge Laureti - ma è questo stillicidio che è inaccettabile. Prima mancava una decisione politica netta, poi la volontà politica è stata espressa dalla Giunta, votata dal Consiglio regionale, ora mi si dice che mancano alcuni documenti, un Durc. Ma vogliamo scherzare? Facciamo chiudere un aeroporto perché manca un Durc o roba del genere?».
La riunione di ieri fra i tecnici, guidata da Mario Pastore, è andata avanti dal mattino a notte fonda per trovare la strada giusta affinché il Piano marketing 2012 possa essere finanziato senza incappare in sanzioni governative. Il pasticcio sembra essere nato dall'emendamento che ha spinto il Governo a impugnare la legge regionale votata in aula il 28 dicembre. Ora si tratta di correggere quell'errore presentando il ricorso alla Corte Costituzionale. La legge regionale che finanzia il Piano marketing non è stata bocciata, ma su di essa pende comunque la spada di Dàmocle del Consiglio dei ministri che l'ha impugnata ritenendo quei 5,5 milioni "aiuti di Stato". In Regione sono corsi ai ripari dimostrando che non di aiuti di Stato si tratta, bensì di fondi finalizzati allo sviluppo che producono a loro volta investimenti sul territorio. «Questi fondi - ha concluso Laureti - sono indispensabili per dare seguito ai progetti in itinere e a quelli in cantiere, in ballo ci sono lavori strutturali all'aeroporto e nuovi collegamenti diretti con l'Italia e con l'estero. Abbiamo dimostrato con i fatti che i soldi messi sull'aeroporto non sono costi, ma investimenti, perché ogni euro speso ne produce 23, invece il nostro futuro è ancora appeso a una carta, a una firma... è davvero una situazione logorante».