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Pescara, 19/06/2026
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Data: 01/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Intervista a Gianni Chiodi - «Regionali, sono pronto». Chiodi punta alla conferma. «I grillini? Bene che ci siano, quel che chiedono l’ho già fatto». E annuncia «Con i sindacati stiamo definendo il patto abruzzese per i trasporti»

«La politica non può risolvere tutto e non ci sono soldi per tutto, chi lo pensa sbaglia»

Presidente Chiodi, il Movimento5Stelle oggi è il primo partito d’Abruzzo ma sembra che il suo Pdl non se ne sia accorto e parla di vittoria alle politiche. Con le regionali dietro l’angolo non sembra un grande sfoggio di lungimiranza.
«Il successo del M5S è evidente, ma noi eravamo dati per morti e invece siamo vivi e dunque lasciateci festeggiare un po’. Quanto alle regionali a me sta benissimo che ci sia un M5S forte, un competitore in più è solo un bene. E poi molti temi evidenziati dai grillini li ho già sviluppati: ho ridotto i costi della politica, abbassato le tasse, ridotto la spesa pubblica. Eticità della politica? Ho tagliato del 75% le spese di rappresentanza. Avremo una nuova legge elettorale, spero senza più listino, e con quella legge andremo a confrontarci. Le cose che chiede Grillo io le ho già fatte».
Insomma, c’era un governatore grillino e non lo sapevamo.
«No, solo che qui si parla troppo di antipolitica mentre ci sono aspetti cari ai grillini da analizzare con attenzione.

Il primo: i comportamenti censurabili dei politici. Giusto, è tempo di cambiarli. Il secondo: la politica come soluzione per tutti i mali. Sbagliato, la politica non può fare tutto, la classe dirigente non è solo quella dei politici. Il terzo: ci sono soldi per risolvere qualsiasi problema. Sbagliato: la mucca è stata munta oltre le sue possibilità, i soldi sono pochi e vanno utilizzati bene».
Bene, se ne parlerà in campagna elettorale. A proposito, quando si vota?
«La finestra elettorale è aperta dal 17 novembre al 17 marzo. Io vorrei non votare con pioggia, neve e gelo. Già in queste politiche tanta gente non ha potuto raggiungere il seggio per colpa della neve e del gelo».
Dunque le restano tra gli otto e i dodici mesi per lasciare un’impronta e chiedere la rielezione.
«Guardi che l’impronta l’ho già lasciata. Tagliando le tasse, recuperando il buco della sanità, risanando le casse. Ho trovato dei carichi pendenti mica da ridere. Andavamo verso il dissesto e non c’erano risorse per lo sviluppo. Ci siamo salvati utilizzando bene i fondi europei, sfruttando i Fas. Così abbiamo ricavato un miliardo e 800 milioni, altrimenti era un disastro. Con la sanità che mangiava fondi. Con un debito che assorbiva 160 milioni di euro dai 400 che la Regione ricava dalle tasse pagate dai cittadini. Con un sistema dei trasporti che ne ingoiava altri 100».
Dunque sono questi i tre punti della sua agenda. Sanità, debito, trasporti. Si gioca qui la rielezione?
«Io la rielezione credo già di meritarmela per quello che ho fatto. Sono pronto a presentarmi agli elettori. Comunque, analizziamo i tre punti. Sanità: siamo in equilibrio e i Lea, i livelli essenziali d’assistenza sono migliorati tanto che nella valutazione del Governo siamo passati da situazione critica a situazione adempiente con criticità. Solo otto Regioni in Italia garantiscono i Lea, l’Abruzzo sarà la nona. Debito: l’abbiamo ridotto da quattro a tre miliardi di euro, e nel 2015 alla fine della cartolarizzazione avremo altri 40-50 milioni liberati dal debito con cui ridurremo ulteriormente le tasse. Trasporti: è la grande sfida, la riforma accorperà società e riorganizzerà servizi eliminando stratificazioni e doppioni, risparmieremo soldi e daremo ai cittadini trasporti efficienti. Con i sindacati stiamo definendo il patto abruzzese per i trasporti».
E per ridurre i costi della politica, l’insaziabile macchina mangiasoldi, nulla?
«Ma come? Nessuno ha fatto più di noi, in Regione abbiamo ridotto consiglieri, compensi e pensioni, il Governo ci indica come esempio alle altre Regioni. Proprio quel Governo che i costi della politica non li ha ridotti».
Ecco, il Governo Monti: tra voi non sono state rose e fiori, una maggiore intesa avrebbe aiutato a risolvere problemi.
«Con il Governo Berlusconi mi intendevo. Certo, era di centrodestra ed era più facile. Con i tecnici è stata dura. Siamo riusciti ad entrare tra le Regioni europee in transizione, guadagnando fondi utilissimi, grazie ai rapporti che ho intessuto in Europa ma contro il parere del Governo italiano. E Ombrina Mare? Con la Prestigiacomo avevamo tenuto le piattaforme petrolifere a 12 miglia dalla costa, questi invece le hanno avvicinate, speriamo di fermarle. E la ricostruzione dell’Aquila da rifinanziare? Ora non ci sono più io, ci sono altri e c’è Monti: tutto bloccato. Il nuovo Governo dovrà rifinanziare subito la ricostruzione».
Proprio nulla di buono dai professori montiani?
«Qualcosa c’è. Lunedì scorso hanno varato il piano per le infrastrutture: ci sono i porti di Ortona e Pescara e c’è la ricostruzione dell’Aquila. Se il Consiglio dei ministri firma lunedì prossimo è fatta. Speriamo, o si perderà tempo per aspettare il nuovo Governo».
Insomma, lei non teme il grillismo e neanche di D’Alfonso e punta al secondo mandato.
«Ho tanto da fare. Un progetto di sussidiarietà per passare dal welfare state alla welfare community. Ridurre ancora le tasse. I programmi europei 2014-2020».
Tante cose da fare, ma il tempo corre in fretta, specie il tempo della politica. Meglio non perderne e darsi da fare, si evitano rimpianti e soprattutto sorprese.

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