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Data: 01/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
La base grillina: niente dialogo finché c’è Pier Luigi-Gargamella

ROMA L’onda lunga del dopo tsunami si scarica sul web e travolge in pieno Bersani. Altro che fiducia: i grillini ora vogliono rottamarlo. Eppure all’inizio c’era chi aveva provato ad accogliere la sua apertura ai 5 Stelle e tra questi il Nobel Dario Fo. «In campagna elettorale avevamo detto “tutti a casa”. E ora lo ripetiamo: il primo a fare le valigie deve essere lui, Gargamella», urla la rete, elencando per filo e per segno tutte quelle che il MoVimento considera le «nefandezze» del Pd, «il partito che non ha mai risolto il conflitto di interessi, il più europeista di tutti, dei Violante, D’Alema, Bindi, di chi ha votato il fiscal compact».
La chiusura al segretario democrat è netta, «non c’è spazio per l’inciucio». E il blogger Claudio Messora sul sito del «capo» smaschera il tentativo di lanciare una petizione per convincere l’ex comico a sostenere un governo di centrosinistra. A metterla in rete era stata Viola Tesi, ex militante del partito pirata, nonché la stessa che aveva presentato un simbolo fotocopia dei 5Stelle, uno dei simboli non ammessi dal Viminale. Da qui la smentita e la precisazione che chi ha lanciato la sottoscrizione «non è esattamente espressione della base del movimento».
SABOTAGGIO
É un fatto però - non trascurabile - che in poco meno di 24 ore la petizione-pirata avesse superato le centomila adesioni. Mentre una contropetizione firmata da Fabio Martina, uno che si definisce «elettore del M5S», in oltre 11 ore si fosse fermata solo a 3.500. Tra una petizione e l’altra sui blog - ma anche in qualche salotto autorevole, si dice - era iniziata a farsi strada l’idea di chi potesse essere tra i pd il più presentabile - Fabrizio Barca? Matteo Renzi? - per guidare un governo in grado di fare le cose più urgenti. E già ci si interrogava circa le cose più importanti da fare per dare una scossa, un forte segnale contro la casta. Poi è arrivata la provocazione di Grillo, la proposta di un «governo a 5Stelle» che ha chiuso i giochi, «parole scolpite sulla pietra», ha commentato qualcuno. Al contrario si è diffuso un certo apprezzamento verso il presidente della Repubblica Napolitano. I grillini non gli perdonano il lodo Alfano, «un’incredibile porcheria». Ma sono pronti a riconoscere «che ieri è stato un grand’uomo» e che «i tedeschi devono smetterla e avere rispetto come noi ne abbiamo per loro».
LO SCIVOLONE
Che fine hanno fatto i neoeletti? Scomparsi. L’indicazione che tutti, tranne rare eccezioni, hanno seguito alla lettera è stata di non rispondere ai telefonini. Persino sui social network come Facebook e Twitter hanno lasciato i saluti e le scuse, tipico di chi sta partendo in tutta fretta e dovrà assentarsi almeno per un certo periodo. Da qui il consiglio: «Non cadete nelle trappole, non improvvisatevi politici, non lo siete, per questo la gente vi ha votato». La neo senatrice Enza Blundo che non lo ha rispettato è incorsa in uno scivolone: ospite di “Un giorno da pecora”, Radio2, non ha saputo dire neanche per approssimazione il numero dei senatori che siedono a Palazzo Madama. «Ma non è da questi particolare che si giudica un nostro portavoce», l’ha subito assolta la rete, la mamma di tutti i grillini.
LA FESTA
Gli eletti alla Camera e al Senato si incontreranno probabilmente già lunedì in assemblea, «anche perché molti di noi si conoscono solo sul blog», chiarisce, senza dare altri particolari uno di loro. Non è escluso che all’assemblea possano partecipare anche il guru Grillo e il guru del guru Casaleggio. Intanto, l’attività dei «cittadini in movimento», come amano definirsi, è ripartita «dai problemi del territorio, dagli incontri con la gente, da dove abbiamo iniziato». Con qualche difficoltà per i Forum intasati. Domani sera è in programma un flash-mob, una festa a sorpresa in una piazza romana di cui non si specifica il nome «per evitare che siano presenti giornalisti e tv». Perché il MoVimento vive di trasparenza ma tiene alla privacy, non ama i riflettori.
GRILLO CITY
I 5Stelle hanno preso voti ovunque. In particolare nelle periferie. Un boom a parte è però quello di «Grillo City», come ora è stata ribattezzata Tor Bella Monaca. Una fila di casermoni Ater che il sindaco di Roma Alemanno ha proposto più volte di demolire e ricostruire. Qui i grillini hanno fatto il pieno: 34% alla Camera. «Non raccogliamo solo la protesta, siamo qui dal 2009, abbiamo fatto tante battaglie, i cittadini ci conoscono», rivendica Enrico Stefanò, 26 anni, laureato in giurisprudenza, forse il prossimo candidato sindaco per il Campidoglio. Una sfida alla quale i 5Stelle stanno già pensando.

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