Ma ora anche cantante. Eh sì, il baffuto neo senatore della Repubblica, ormai famoso in tutta...
Lunga vita a Razzi. Ieri deputato a Montecitorio, oggi senatore a palazzo Madama. Ma ora anche cantante. Eh sì, il baffuto neo senatore della Repubblica, ormai famoso in tutta Italia per i suoi mitici spot elettorali massacrati da Crozza, in un’intervista rilasciata al Tg3 Abruzzo ha detto che, a proposito del successo ottenuto dal centrodestra al Senato, lui è «sempre stato convinto che la coalizione avrebbe centrato il long playing». No, no l’en plein con i quattro seggi conquistati in Abruzzo, non il pieno, ma un «long playing», insomma una raccolta di canzoni incise nel vinile. Un 33 giri. Straordinario Razzi, autore di un grammelot da far impallidire anche il premio Nobel neo grillino Dario Fo. Va così da queste parti: anche per una mancata elezione la colpa è sempre del buon emigrante Antonio. Ne sa qualcosa Paola Concia, tornata nella sua terra sicura di essere eletta al Senato nelle liste dell’invincibile armata di Bersani che a caldo, dopo la clamorosa esclusione, è sbottata: «L’Abruzzo ha preferito Razzi a me». Ma la pasionaria Concia ha forse dimenticato che gli elettori abruzzesi, come tutti gli italiani, sono costretti da tempo a scegliere una coalizione tutto-compreso, senza poter individuare un candidato. Insomma senza preferenze non si sceglie Razzi o Concia, ma si vota tutto il pacchetto. Ieri però, a freddo, l’ex parlamentare del Partito Democratico ha corretto il tiro, entrando nel merito del problema politico, accusando il Pd di aver inserito nella lista della spesa, tanto per non fare nomi, l’ex presidente del Senato Franco Marini. «Ma come potevano votarci» ha detto Paola Concia, riconoscendo che forse la parola rinnovamento non fa parte del vocabolario bersaniano. Un mancato turnover che forse più che favorire Razzi ha spinto tanti abruzzesi a scegliere il Movimento «Cinque Stelle» per cambiare davvero qualcosa. Chissà se Razzi potrà dedicare una canzone del suo ultimo Lp a Paola Concia.