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Data: 21/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Stazioni soppresse, è scontro. La Filt Cgil: le aree interne devono essere salvaguardate

SULMONA. Il piano di razionalizzazione sulla linea ferroviaria Sulmona-Roma non piace alla Cgil. Secondo Gaetano Iacobucci, segretario provinciale della Filt Cgil, «il piano deve essere bloccato altrimenti a pagarne le conseguenze sarebbero ancora una volta gli utenti della linea che si troverebbero di fronte ad un notevole aumento dei tempi di percorrenza».
È un no deciso al provvedimento che prevede tagli anche per le stazioni di Cocullo, Bugnara, Anversa, Goriano, Pescina Cerchio e Scurcola marsicana. Iacobucci sollecita l'attenzione delle istituzioni e di Trenitalia sul problema. Il piano contestato si chiama "Right sizing", un nome che sintetizza bene il suo spirito: razionalizzare la rete per abbatterne i costi. Ma la cura dimagrante rischia di investire soprattutto i servizi per gli utenti e i collegamenti da e per le aree dell'Abruzzo interno. «Questo piano», interviene Iacobucci, «va in direzione opposta rispetto alla volontà più volte manifestata e proclamata di voler invece migliorare e salvaguaradare la linea. Mentre da una parte si parla di attenzione alla linea, dall'altro ci si prepara a nuovi tagli. È necessario bloccare questo progetto perché, se proprio non è possibile potenziare il collegamento Sulmona-Roma, almeno bisogna cercare di conservare quello che c'è».
Il piano operativo, concordato in un vertice tra le direzioni compartimentali movimento e infrastrutture di Roma, prevede la riduzione di alcuni binari nelle stazioni di Goriano e Anversa e il declassamento a fermata delle altre cinque stazioni della linea.
Questo significa riduzione degli incroci e aumento dei tempi di percorrenza dei treni. Gli incroci consentono infatti di smistare meglio il traffico ferroviario. Riducendosi questi punti di "scambio" è evidente che, se un treno accusa un ritardo ne risentono, a catena, gli altri della sua stessa linea.
«Meno incroci», aggiunge il segretrario provinciale della Filt Cgil, «significa una linea meno capiente, meno stazioni e aumento notevole di tempi percorrenza, a tutto svantaggio dell'utenza e delle linea stessa». Tempi ancora più lunghi degli attuali scoraggerebbero ancora di più gli utenti a usufruire del trasporto su rotaia per raggiungere la capitale e a farne le spese sarebbero le aree interne.

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