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Data: 23/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Ex stazione, subito i lavori o va buttata giù. D'Alfonso dichiara inagibile lo scalo di Portanuova accanto al complesso De Cecco

PESCARA. Trenta giorni per ristrutturare, o demolire, l'ex stazione di Portanuova. Rischia grosso uno dei pezzi più antichi del patrimonio storico cittadino, inserito nell'accordo di programma tra Comune, Provincia e De Cecco. Ieri il sindaco Luciano D'Alfonso, sulla scorta delle relazioni tecniche, ha dichiarato inagibile la struttura. E così, costi quel che costi, ha ordinato alla società proprietaria, Rete ferrovia italiana, di «eliminare ogni fonte di pericolo».
In un modo o in un altro, dice il sindaco all'ingegner Tomasino Salvatori, direttore compartimentale Infrastrutture di Ancona, è arrivato il momento di risolvere la questione, a prescindere dall'esito del contenzioso tra le Ferrovie e il gestore del bar dell'ex stazione. Un contenzioso che da tre anni sta bloccando i lavori di riqualificazione urbana dell'area antistante la vecchia stazione e della facciata stessa dell'edificio, inserito nell'accordo di programma per la «Proposta De Cecco», l'insediamento abitativo progettato dall'architetto spagnolo Oriol Bohigas proprio a confine con lo storico scalo ferroviario, sui terreni dell'ex Molino De Cecco.
A giustificazione di tanta fretta, il sindaco cita le relazioni degli ultimi sopralluoghi. Il più recente è quello dei vigili del fuoco che lo scorso 7 febbraio hanno rilevato un cattivo stato di manutenzione della struttura, con un'accentuata spaccatura sulla muratura portante, dissestamento dei cornicioni e numerose infiltrazioni. A questa analisi si accompagna quella del servizio Pubblica incolumità del Comune da cui risulta che «l'immobile è in completo stato di abbandono, con cornicioni sconnessi e locali di un piano parzialmente demoliti». Stesse condizioni in cui, stando alla relazione, si troverebbe il bar della stazione: chiuso parzialmente, con l'intonaco del solaio crollato e rotture nella controsoffittatura, anche il locale è stato dichiarato «totalmente inagibile». Quanto basta per indurre il sindaco a ordinare alle Ferrovie «di intervenire con lavori di manutenzione e/o demolizione entro 30 giorni», dichiarando l'intero immobile inagibile e vietando il transito ai pedoni nelle aree perimetrali, fino a quando l'edificio non sarà messo in sicurezza. Chi non fosse d'accordo, ha 60 giorni per rivolgersi al Tar.

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