Attraversamento "lento" delle strisce pedonali per bloccare la strada
TERAMO. Manifestazione di protesta contro il bus contromano. L'ha organizzata per mercoledì mattina, con inizio alle 7,30, il comitato di residenti e commercianti nato per contrastare l'istituzione della corsia preferenziale in circonvallazione Ragusa. Ad annunciarla, un volantino che i promotori stanno affiggendo da ieri nel centro storico. I manifestanti si raduneranno sulla strada e daranno vita a un continuo e lento attraversamento delle strisce pedonali.
Esattamente come è avvenuto nel quartiere Cona, l'anno scorso, in occasione dell'iniziativa contro il traffico. Residenti e operatori, guidati dall'associazione "Teramo Vivicittà", occuparono la mattina dell'11 marzo le strisce pedonali in prossimità dell'ufficio postale. Il sit-in ebbe successo, sollecitando le istituzioni ad accelerare i progetti per la messa in sicurezza della strada, ma l'impatto sul traffico fu disastroso: auto ferme in viale Crucioli, caos a piazza Garibaldi, code di oltre un chilometro per i veicoli diretti a Teramo.
Stesse conseguenze potrebbe avere la protesta del 28 febbraio, soprattutto se si considera la mole di traffico che tra le 7,30 e le 8,30 circonvallazione Ragusa è costretta a sopportare. La manifestazione del comitato è aperta a tutti e quindi, con ogni probabilità, vi prenderanno parte anche i rappresentanti dei partiti e delle associazioni che hanno già espresso la loro contrarietà alla corsia preferenziale.
Anche se limitata alle strisce pedonali, la "passeggiata" del comitato non permetterà di fatto alle automobili di transitare in una fascia oraria in cui il traffico va in tilt anche per poche gocce di pioggia.
«A distanza di 3 mesi dall'istituzione della corsia preferenziale», recita il volantino, «la situazione è diventata insostenibile per residenti, operatori economici e commerciali, servizi ed utenza tutta. Tutte le promesse fatte dall'assessore al traffico sono state disattese condannandoci all'assuefazione». I promotori del comitato chiedono che lo «scellerato provvedimento venga revocato all'istante»