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Pescara, 28/06/2026
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Data: 25/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Porto, a rischio l'attracco della «Ivan Zajc». L'agenzia Ranalli e la Capitaneria chiedono dragaggio e pilotina d'ormeggio

La nave croata aveva annunciato il ritorno a Pescara a fine marzo

PESCARA. Il 27 marzo torna la "Ivan Zajc". Forse. Insomma, non si sa. I croati della Jadrolinija saranno in città fra qualche giorno per accertarsi che il porto sia nelle condizioni di ospitare il traghetto, pronti a riprendere il collegamento Pescara-Hvar-Spalato. Il problema è sempre quello dei bassi fondali, ma non solo. Il rimorchiatore che aiuta la manovra di ormeggio costa 1230 euro l'ora.
L'agenzia turistica Ranalli, che gestisce il collegamento per la parte pescarese, non nasconde le sue preoccupazioni. In una lettera indirizzata nei giorni scorsi alla Capitaneria di porto, al Provveditorato per le Opere marittime, al ministero dei Trasporti, alla Regione e al Comune, l'agenzia chiede di considerare l'opportunità di un dragaggio «urgente» e limitato a 5.000-6.000 metri cubi di materiale, per evitare la lunga procedura ordinaria. In caso di risposta negativa si andrebbe ad un iter burocratico dai tempi incerti, che potrebbe mettere a rischio la ripresa dei collegamenti tra le due sponde adriatiche. La Direzione marittima di Pescara ha già provveduto a far rimbalzare questa richiesta sui tavoli del Consorzio Asi Val Pescara e delle altre autorità competenti, chiedendo una «risposta urgente» anche su un'altra questione posta dalla Ranalli: il mancato utilizzo di una pilotina di ormeggio di cui sono dotati molti altri porti, che possa in qualche modo sostituire il costosissimo rimorchiatore ed evitare ulteriori rischi al traghetto nella fase di accostamento alle banchine. Sembra che il Comune di Pescara, per voce dell'assessore Massimo Luciani, abbia già assunto un impegno informale in tal senso per conto dell'amministrazione. La situazione dei fondali non è tuttavia così drammatica, come accade solitamente nel periodo di stagione. Ed è il pilota del porto, Gianni Del Rosso, a spiegare perché: «Fortunatamente le nevi non si sono sciolte, anche perché di neve quest'anno ce n'è stata davvero poca. Così il fiume non ha trascinato a valle i suoi detriti, che vanno solitamente ad accumularsi alla fine del canale. Proprio in mattinata ho fatto entrare in porto una petroliera che ha un pescaggio di 5,30 metri, mentre la Zajc ne misura 4,15 a pieno carico». Insomma, la situazione richiede un continuo monitoraggio e la costante opera delle draghe per liberare i fondali dalle secche, ma la ex Tiziano non dovrebbe incontrare particolari ostacoli al suo rientro di primavera. Del Rosso, come fece nel lontano 800 il suo predecessore (vedi articolo a fianco), torna però a sottolineare i problemi «strutturali» del porto di Pescara e indica la via: «La soluzione resta la famosa "tavola 11"», il progetto presentato due anni fa a Roma dai tecnici dell'Apat, su interessamento dell'allora sottosegretario Nino Sospiri. Un progetto che prevede il semi abbattimento dell'attuale diga foranea, il prolunamento fino alla sua altezza del molo nord e la costruzione di un nuovo, grande braccio in grado di ospitare anche i transatlantici su un fondale sicuro di almeno nove metri. Opera faraonica, dai costi altissimi, ma che costituirebbe la svolta.

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