Il sindacato Cgil torna a farsi sentire sulla situazione delle aziende dei servizi pubblici della città, Aim e Amcps.
In un comunicato diramato dal Coordinamento servizi pubblici Cgil-Vicenza (Filcem, Filt e Fp) si dichiara che «il Comune di Vicenza è quasi indifferente rispetto a quel che succede attorno ad Aim; ma anche Amcps è lasciata al giorno per giorno nonostante le insidie di un mercato dei servizi sempre più aggressivo».
«Il sindaco di Vicenza - attacca la Cgil - ha completamente rinunciato al ruolo di sindaco di città capoluogo, considerato che anche "Acque vicentine" non decolla; non ci si venga a dire che è colpa dei sindaci di Grisignano di Zocco e Montegalda. Tra pochi mesi scatterà la piena liberalizzazione della vendita di energia elettrica e per i clienti di Aim - rivela il sindacato - non ci sono tuttora i contatori elettronici per misurare i "consumi a fasce orarie delle famiglie". Tra pochi mesi cominceranno le gare per le nuove concessioni della distribuzione del gas e "Aim gas" è ancora chiusa in se stessa. E pensare che hanno spezzettato "Aim spa" in più società di scopo per agevolare aggregazioni e o fusioni con altre società di filiera pubbliche, a partire da quelle in ambito provinciale».
«Sul fronte del trasporto pubblico - prosegue il comunicato - la situazione è tutt'altro che risolta. A che punto è la fusione tra "Aim trasporti" e "Ftv"? Sul fronte dei rifiuti, Aim non riesce (o non vuole?) a realizzare al suo interno la filiera di ciclo completo nonostante le sue controllate e o partecipate».
Per quanto riguarda Amcps, il documento della Cgil sottolinea che «nonostante questa azienda speciale del Comune possa continuare ad operare "in house" nell'ambito comunale, il sindaco rinuncia tuttora a proporre ai 30 altri Comuni contermini che dovrebbero dare vita insieme ad "Acque vicentine" di gestire insieme "in house" anche questi ed altri servizi in un territorio molto più vasto. Questo in modo da estendere e migliorare i servizi stessi alle comunità, razionalizzando i costi, realizzando economie di scala, valorizzando le professionalità esistenti e soprattutto migliorando i margini di sicurezza».
«Occorre - afferma la Cgil - una strategia di lungo respiro, discussa e condivisa con le articolazioni della comunità vicentina e con i lavoratori dipendenti, tradotta in un progetto e un piano industriale che indichi le risorse e tempi certi di realizzazione».
«A questo punto - conclude il comunicato - urge la mobilitazione unitaria dei lavoratori per far uscire l'Amministrazione comunale da questo silenzio assordante prima che sia troppo tardi».