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Pescara, 28/06/2026
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27/02/2007
Il Messaggero
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Pensioni, i sindacati fanno muro. «I coefficienti non si toccano» Governo al lavoro anche su età pensionabile e assegni familiari, ma la trattativa è in salita |
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ROMA No grazie. Il rinnovato slancio riformista di Romano Prodi in tema di previdenza si scontra subito con l'opposizione dei sindacati ad alcune delle novità ventilate, ed in particolare alla revisione di coefficienti di trasformazione per le pensioni future. Seppur con sfumature diverse, le confederazioni hanno ribadito di attendere una proposta del governo, ma allo stesso tempo di non essere disposti ad accettare soluzioni che già avevano dichiarato indigeste. Mentre dal numero uno di Confindustria Montezemolo arriva una dura critica alla sinistra radicale «conservatrice e frenatrice». «Il governo deve dire chiaro e tondo se intende aprire un confronto, una trattativa vera con il sindacato» ha fatto sapere il segretario confederale della Cgil Morena Piccinini invitando il governo a «fare proposte formali», perché «le chiacchiere sono profondamente negative». Nel mondo della Cgil ci sono però anche posizioni molto più drastiche, come quelle del segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi che arriva a minacciare lo sciopero generale in caso di interventi sull'età pensionabile e sugli stessi coefficienti. E si vede per questo accusare di «massimalismo irresponsabile» dal responsabile economico della Cgil Beniamino Lapadula. In casa Cisl il segretario generale Bonanni ripropone la contrarietà alla revisione dei coefficienti: «Siamo in disaccordo, lo sa il governo e lo sanno le forze politiche». Il numero uno della Uil Luigi Angeletti è stato altrettanto esplicito: «Non è che ora possiamo accettare ciò che fino a 3 giorni prima consideravamo inaccettabile. anche l'Ugl sollecita l'apertura di un confronto in sede istituzionale e critica il rincorrersi di «voci discordanti». Non parla invece esplicitamente di pensioni Luca Cordero di Montezemolo. Il presidente di Confindustria però se la prende con la «sinistra radicale conservatrice e frenatrice» e su un altro fronte con la burocrazia: «Non abbiamo bisogno - ha detto - di gente che fa due mesi di ferie retribuite all'anno e di funzionari della pubblica amministrazione che pensano di essere li più per rispondere al politico che li ha fatti assumere che ai cittadini». Dunque oltre a creare difficoltà con l'ala sinistra della maggioranza il tema previdenza rischia si far partire in salita anche la concertazione. Il governo per ora non scopre le carte, in attesa dei passaggi parlamentari dei prossimi giorni. Ma i nodi sono gli stessi al centro dell'attenzione ormai da qualche mese. Quindi, accanto ai coefficienti, la sostituzione dello scalone della riforma Maroni con un meccanismo più flessibile, basato su un'età minima più bassa dei 60 anni (probabilmente 58). E poi l'unificazione degli enti previdenziali, eventualmente allargata all'Inail, e la rivalutazione delle pensioni in essere a partire da quelle più basse. Al di là della materia strettamente pensionistica ci sono poi altri progetti ambiziosi (e costosi): come l'estensione oltre il mondo del lavoro dipendente degli assegni al nucleo familiare, e il potenziamento dell'indennità di disoccupazione.
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