GIULIANOVA. «Non stiamo parlando della Tav o di un'autostrada a quattro corsie». Ha usato queste parole il sindaco Claudio Ruffini per introdurre la risposta all'interrogazione del consigliere indipendente Gianfranco Francioni, in apertura della seduta consiliare di lunedì sera. Le preoccupazioni dell'esponente della minoranza riguardavano i rischi ambientali legati alla realizzazione dell'ultimo tratto della Teramo-mare.
«Un'opera non impattante, una strada di sole due corsie, con larghezza di poco superiore ai 10 metri», ha ricordato il sindaco, «per il cui completamento è previsto lo stanziamento di un fondo europeo di oltre 33 milioni». Un'opera che il piano pluriennale illustrato dal ministro Antonio Di Pietro, pone in testa alla scaletta delle priorità. Un'opera per il cui definitivo aspetto non è possibile dire alcunché di sicuro. La definizione del Pai, il piano di assetto idrogeologico, ha di fatto mandato in pensione il progetto originario, e spetta ora ai tecnici della Provincia procedere alla stesura di un nuovo elaborato. «Al momento non vi è nulla di certo», ha spiegato Ruffini, «tranne che l'opera dovrebbe svilupparsi lungo l'argine nord del Tordino e congiungersi alla statale 16 immediatamente a sud del bivio Bellocchio». Sull'esatto posizionamento della strada giocheranno un ruolo determinante gli assetti idrogeologici, incidendo non solo sul tracciato, ma anche sui costi per la messa in sicurezza dell'opera. Senza modifiche, rispetto al progetto originario, dovrebbe rimanere invece l'uscita a Colleranesco, che provvederà da un lato a servirne la zona industriale e dall'altro, superando il Tordino, a canalizzare il traffico verso Roseto. «A completamento della viabilità della zona» ha concluso Ruffini, «l'Anas ha dichiarato la propria disponibilità a realizzare la rotatoria a bivio Bellocchio».