Pescara. Sono prevalentemente donne e anziani gli utenti che hanno usufruito del servizio di trasporto «a chiamata», finanziato dall'Unione europea e sperimentato in Abruzzo - regione capofila per le quattro regioni italiane - nell'area della Comunità montana del Medio-Sangro. Il monitoraggio sul servizio effettuato in nove i comuni coinvolti: Borrello, Civitaluparella, Fallo, Gamberale, Montenerodomo, Pizzoferrato, Quadri, Roio del Sangro e Rosello - ha fatto emergere che le richieste soddisfatte sono state pari a 1.931, a fronte delle 534 pervenute, su un totale di 11.965 chilometri. Contestualmente era operativo il servizio a orario fisso che ha riguardato 5.000 utenti, coprendo una rete di complessivi 40.448 chilometri. I mezzi utilizzati per il servizio «a chiamata» sono bus cablati con sistemi Gps e Gprs, muniti di moderna tecnologia che ha consentito di superare difficoltà connesse alla piena copertura del territorio. Agli utenti è bastato rivolgersi ad un numero verde per ottenere con sollecitudine una disponibilità del servizio. La sperimentazione del progetto Twist (Trasport with a social target), sviluppato nell'ambito del programma di iniziativa comunitaria Interreg IIIB Cadses, coinvolge paesi europei come l'Italia, la Germania, la Repubblica Ceca e la Grecia. Per l'Italia quattro regioni: Marche, Molise, Puglia e Abruzzo, con quest'ultima capofila. I dati della sperimentazione sono stati illustrati in una conferenza stampa dall'assessore ai Trasporti, Tommaso Ginoble, il quale ha definito il servizio «intelligente e dall'alto valore sociale».