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Data: 01/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Teramo. Protesta di pochi contro la corsia preferenziale. Circonvallazione Ragusa, i manifestanti passano sulle strisce bloccando il traffico

Se ci saranno effetti politici lo si vedrà nei prossimi giorni

Teramo. Tutto dipende da come la si guarda. Dal punto di vista della partecipazione, la manifestazione di ieri mattina su circonvallazione Ragusa contro la corsia preferenziale dei bus è stata un autentico flop. Se i manifestanti volevano produrre degli effetti sul traffico bloccando la strada e amplificare così la loro protesta, si può dire che ci sono riusciti, ma solo parzialmente. Se poi la manifestazione avrà dei riflessi a livello politico, nel senso di indurre la maggioranza a fare marcia indietro sul provvedimento, si vedrà. Di certo quelle 25-30 persone - non erano di più - che ieri si sono messe a passeggiare sulle strisce pedonali per bloccare la circolazione, non sono state una massa tale da spaventare la giunta.
La cronaca della giornata inizia alle 7,15, quando alcuni commercianti e residenti della strada, organizzati dal presidente provinciale della Confesercenti Antonio Topitti, incominciano a piazzare cartelli e striscioni sulla circonvallazione. Tutti esprimono il disagio per il bus contromano che ha tolto i parcheggi rendendo difficile l'accesso alle case dei residenti e magri gli affari dei negozianti, prendendo di mira l'assessore al traffico Berardo Rabbuffo.
Alcuni slogan sono anche spiritosi come «Meno polveri sottili, portafogli più sottili», oppure «Veronica, scrivi anche a Rabbuffo», per non tacere di un «Trenta minuti ai residenti: neanche mi ci lavo i denti», riferito al tempo massimo per la sosta nella zona a disco orario.
La lotta è dura, ma gli animi sono allegri; lo diventano un po' meno quando, verso le otto, inizia il raduno davanti alla scuola San Giorgio: il drappello dei contestatori, composto da anziane madri di famiglia, giovani commercianti e qualche pensionato, si ritrova sparuto, un'avanguardia destinata a restare tale. Arrivano poco dopo alcuni consiglieri comunali di opposizione: i diessini Enzo Scalone, Roberto Zilli, Maurizio Verna e Alberto Melarangelo e Maurizio Angelotti, Siriano Cordoni della Margherita e Valdo Di Bonaventura della lista civica. Alcuni di loro, però, fanno solo una visita di cortesia e alla fine il numero dei manifestanti non supera la trentina.
Tuttavia non si perdono d'animo e si avviano in corteo sulla circonvallazione per iniziare l'attraversamento lento delle strisce pedonali. Automobili, bus e tutti gli altri veicoli si devono fermare e in pochi secondi il blocco si riverbera in piazza Garibaldi, viale Bovio, viale Crucioli e, nell'altra direzione, sul ponte San Gabriele. Ci vuole poco, del resto, a creare un ingorgo all'ora di punta quando il traffico è caotico di per sé, ma non dura a lungo.
I vigili urbani hanno predisposto un piano di emergenza: ogni volta che i manifestanti attraversano le strisce una pattuglia impedisce alle auto di imboccare la circonvallazione, deviandole su ponte San Gabriele. Gli automobilisti sono costretti a fare un giro più lungo, ma non si imbottigliano davanti alle strisce pedonali occupate. In questo modo gli effetti del blocco stradale sono molto attutiti e col passare dei minuti, e la riduzione fisiologica del traffico in piazza Garibaldi, la situazione diventa quasi normale. I manifestanti vanno avanti ancora per un paio d'ore, con attraversamenti a singhiozzo, gli automobilisti costretti a fermarsi non se la prendono più di tanto e tutto si svolge con grande correttezza e civiltà. La protesta, per ora, è finita: gli effetti, se ci saranno, si valuteranno nei prossimi giorni.

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