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Data: 02/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Pensioni: scettici i sindacati. «La vedo molto in salita», dice Epifani commentando la riforma

ROMA. «La vedo molto in salita». E' la strada della riforma previdenziale che Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, sente faticosa. In attesa della convocazione da parte del governo, sindacati ed esecutivo dispongono sulla scacchiera della trattativa i pezzi con cui fare le loro mosse di partenza.
Epifani teme soprattutto che il governo non si presenti coeso alla trattativa e che abbia due o tre voci, una rigorista di Padoa- Schioppa che vorrebbe la revisione dei coefficienti di calcolo, una possibilista che punterebbe ad avere un accordo con i sindacati almeno sulle questioni di fondo (come l'età pensionabile e la unificazione degli enti previdenziali), una terza che potrebbe far capo a Paolo Ferrero ministro della solidarietà sociale (Prc) a favore solo dell'adeguamento delle pensioni minime. Risponde a stretto giro di posta il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani, che ci tiene a dire che il governo «non è in un bunker, ma è aperto al confronto con le forze sociali e al dibattito parlamentare». «La strada quindi» risponde il ministro «non è nè in salita nè in discesa».
Su che cosa i sindacati non intendono cedere? Sull'innalzamento dell'età pensionabile, che accetterebbero solo su base volontaria. Al vecchio sistema delle regole per tutti, i rappresentanti di Cgil-Cisl-Uil chiedono oggi che ognuno faccia come più gli conviene. Niente scaloni o scalini, ma solo incentivi a continuare a lavorare. Lo ha ribadito ieri Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: «Potremmo poi ragionare su un eventuale innalzamento dell'età pensionabile purchè incentivato e reso libero, nonchè la rivalutazione di tutte le pensioni, in base ad una norma non applicata del 1992».
La seconda parola d'ordine del sindacato sarà: niente privilegi e situazioni particolari. «Dimmi che pensione prendi e ti dirò se sei adatto a tagliare quelle degli altri», scherza il segretario generale dei pensionati Uil Silvano Miniati, pronto a sbattere sul tavolo del governo i «vitalizi» dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Come si possono fare norme eque per tutti? Istituendo un codice previdenziale (sulla scia del codice fiscale) «per cui ogni cittadino ha una posizione previdenziale unica nella quale confluiscono tutti i contributi versati», spiega Miniati. E aggiunge: «E' questo l'uovo di Colombo della riforma previdenziale».

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