La liberalizzazione estesa ai servizi pubblici locali funziona, ma è necessario che il settore superi l'attuale frammentazione. Meglio, poi, se si creano aziende multiutility, di dimensioni medio-grandi e quotate: sono le leve di sviluppo delle aziende pubbliche locali individuate dall'indagine condotta da Nomisma (in collaborazione con Unicredit), presentata nei giorni scorsi al convegno di Confservizi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Lo studio ha analizzato 498 imprese, rappresentative del 70% delle Ipl (imprese pubbliche locali). La maggior parte di queste (324) sono situate nel Nord e nel Centro (115) mentre nel Sud vi sono 59 imprese. Il quadro che ne è emerso ha colori molto netti: le aziende multiutility, di dimensioni mediograndi e quotate in borsa hanno i migliori indicatori in termini di redditività di impresa, di crescita di fatturato, di ritorno sul capitale investito e di rapporto fra risultato d'esercizio e capitale proprio. Le imprese pubbliche locali quotate sono tutte del Nord (la sola Acea è di Roma), e presentano performances di assoluto rilievo in tutti gli indicatori (di bilancio, industriali e di Borsa). Quelle del Sud sono di dimensioni piccole, a conferma di una dispersione sul territorio che impedisce di costruire economie di scala significative. Le evidenze maggiori messe in luce dall'indagine hanno mostrato: forte divario tra utilities quotate e altre realtà associate; la liberalizzazione estesa ai servizi pubblici locali è positiva nella misura in cui tende all'efficienza e alla creazione di valore; perché la liberalizzazione abbia successo bisogna che il settore superi l'attuale frammentazione. Certo una parte non irrilevante dei motivi alla base di tali risultati risiede nel fatto che le imprese multiutility operano prevalentemente nei servizi a rete ed energetici caratterizzati da più elevati margini di redditività mentre le monoservizio gestiscono più spesso attività di tpl e di igiene urbana maggiormente condizionate da oneri di servizio pubblico, da tariffe strutturalmente al di sotto dei costi (in particolare nei trasporti) e da un'elevata incidenza delle spese per il personale.