PESCARA. Via libera al piano di rientro dei debiti della sanità. L'ok è arrivato mercoledì sera dai tecnici del ministero del Tesoro. Mentre ieri mattina a Roma i documenti del piano anti-deficit sono stati consegnati a mano da un funzionario della Regione Abruzzo ad un collega del ministero del Tesoro. Mercoledì la Regione aveva dovuto adempiere ad un ultimo chiarimento del Ministero, circa la ripartizione fatta dalla Regione dei fondi per sanità e attività produttive.
Il chiarimento chiesto dal Governo alla Regione verteva su una decisione assunta dalla giunta nel dicembre scorso, quando l'esecutivo ddel presidente Ottaviano Del Turco aveva deciso di utilizzare 140 milioni di euro, destinando 40 milioni al ripiano del deficit della sanità e 100 alle attività produttive.
Chiarimento con il Tesoro
I funzionari del ministero, invece, hanno chiesto una modifica: tutti i 140 milioni vanno destinati alla sanità, mentre i 100 milioni finiti nel bilancio per lo sviluppo economico, dovranno essere reperiti con la vendita degli immobili delle Asl. La richiesta è stata accolta e mercoledì sera da Roma è arrivato il via libera. Ieri mattina poi la ratifica della giunta.
La firma ufficiale con i ministeri del Tesoro e della Salute, ci sarà lunedì o al massimo martedì. «Il governo, dopo questo ulteriore chiarimento, ha dovuto riconoscere che stiamo facendo sul serio», sottolinea Giovanni D'Amico, assessore regionale al bilancio, «sia nel merito del piano di riordino della sanità sia nel rigore nelle politiche di bilancio regionale».
Attesa per la convocazione
Sodisfatto anche l'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca
«E' stato fatto un buon lavoro. Abbiamo adempiuto a tutte le prescrizioni chieste, su alcune avevamo tesi diverse, tuttavia, abbiamo aderito alle indicazioni del ministero. Ora siamo in attesa della convocazione da parte dei ministeri per la firma ufficiale». Mazzocca difende l'intera manovra, «Lo testimoniano le cifre», racconta, «nel 2006, il deficit della sanità abruzzese, certificato per 132 milioni di euro, è diminuito del 40 pe cento rispetto all'anno precedente, in cui si era attestato sui 238 milioni di euro. Il debito, inoltre, è nel limite della soglia del 7 per cento del rapporto tra deficit e quota del fondo sanitario nazionale».
I fondi del Governo
Il futuro, poi, appare meno nero, almeno secondo le previsioni dell'assessore alla sanità. Motivo dell'ottimismo è la prossima intesa con il governo, se non ci saranno altri ostacoli l'Abruzzo avrà un miliardo di euro, 700 milioni di euro dei quali relativi alle quote del fondo sanitario nazionale non assegnate dal 2001 al 2005 ed i restanti 300 milioni destinati dalla Finanziaria alle Regioni in posizione di svantaggio che, tuttavia, hanno, come l'Abruzzo presentato il piano di rientro.
«Si tratta di un momento decisivo per la nostra Regione», dice Mazzoca.
Secondo l'assessore il riequilibrio economomico-finanziario della spesa sanitaria che, comunque, non pregiudicherà la qualità dei servizi sanitari ed il loro potenziamento, costituisce «il punto di rilancio complessivo dell'Abruzzo». «Non possiamo sbagliare», sottolinea Mazzocca, «anche grazie al contributo costante del tavolo di monitoraggio ma soprattutto in virtù dell'accordo con il Governo».
Confronto sui ticket Una novità arriva nei rapporti tra sindacati e Regione, proprio sul tema caldo dei ticket. Mazzocca ha convocato Cgil, Cisl, Uil e Ugl per venerdì 9 marzo per una analisi del piano anti-deficit dell'Abruzzo e confrontarlo ccon quello del Lazio, che secondo i sindacati non prevede ticket sui farmaci.
«Sui ticket», sottoliena Mazzocca, «ho detto sindacato che la prossima settimana possiamo leggere assieme i provvedimenti assuni dal Lazio e quelli approvati dall'Abruzzo. Possiamo sempre verificare assieme quelli più utili per i cittadini abruzzesi per valutarli assieme. Se concorderemo su una maggiore o minore utilità dei due piani, in merito ai ticket, la Regione è disposta a modificare i provvediemnti in atto».