Il restringimento della carreggiata, le palme che costeggiano la pista ciclabile e le prostitute favoriscono gli incidenti
MONTESILVANO. Hanno provato a paragonarla addirittura a Palm Beach. La riviera di Montesilvano, nelle intenzioni degli ex amministratori, doveva diventare il simbolo di una città moderna, che cresce. Non ci sono neanche le pensiline degli autobus.
Lungomare Aldo Moro. Cinque chilometri di riviera ristrutturata con palme Washington, aiuole, fontane e pista ciclabile. Cinque chilometri ora abbandonati all'incuria.
L'amministrazione dell'ex sindaco Enzo Cantagallo ha dato il via al secondo lotto dei lavori (parte Sud riviera), ma con il parere negativo di Motorizzazione civile e Gtm: non c'è spazio per le manovre dei bus, non vengono rispettati i parametri per la sicurezza. Poi anche le proteste dei balneatori, ma il Comune andò avanti. Con gli arresti i lavori si interrompono all'incrocio con via Arno, vicino al confine con Pescara. E' lì che si trova l'unica pensilina che protegge gli utenti del 2 barrato dalle intemperie. «Ma non funziona la luce e di notte i viaggiatori devono distinguersi dalle prostitute che affollano l'incrocio», spiega Paolo Baiocchi, titolare della vicina edicola. Davanti all'edicola, sul lato mare, un'altra fermata è nascosta da due segnali, un lampeggiatore e il cartellone che indica il restringimento di carreggiata. «Se l'autista è nuovo, non la vede e i viaggiatori sono costretti a scendere a quella prossima».
Neanche sul lato mare, dove il marciapiede è più largo, ci sono le pensiline. Il progetto non le prevedeva: lo spazio doveva essere riservato alla cartellonistica pubblicitaria. Un anno fa vennero montati sul lato mare centinaia di cartelloni che coprivano la visuale del mare anche dove non c'erano le palme. E nel secondo lotto gli spazi triangolari per quel tipo di supporto sono comunque previsti sul marciapiede. «C'erano alberi bellissimi, li hanno tagliati tutti. Pure le panchine ci hanno tolto», lamenta Leonardo Longo, pensionato che abita in via Marinelli e che attende il bus in piedi e senza protezione. Con il sole a 40 gradi o con il temporale. Il marciapiede lato monti è più stretto, ma con una leggera modifica sarebbe possibile montare una piccola pensilina. C'è poi il problema sicurezza, a partire dalla pista ciclabile stretta e dissestata, con quella colonna di palme che diventa una barriera che copre la vista dei pedoni in attraversamento. «Solo davanti al mio ristorante ho visto quattro incidenti, di cui uno mortale», dice Marino D'Orazio dello stabilimento «La conchiglia azzurra». «La pista ciclabile sulla riviera ha penalizzato tutti gli stabilimenti, perchè d'estate non possiamo più far venire i pullman delle colonie, o quelle dei turisti. Gli autobus non possono fermarsi perchè la carreggiata è stretta e bloccano la viabilità. Anche i parcheggi sul lato monti non sono sicuri: i disabili autosufficienti non riescono neanche ad aprire la porta». C'è anche il problema delle prostitute. «Da 5 anni, da quando abbiamo aperto il ristorante e messo i fari, qui davanti le prostitute sono sparite. Le donne vengono qui davanti a prendere il bus perchè si sentono più sicure. La riviera di Montesilvano dovrebbe vivere anche d'inverno per debellare il fenomeno».
D'accordo con D'Orazio è Davide Montanari, commerciante che risiede in via L'Aquila: «Non si può abbandonare la riviera all'incuria e alla malavita. Da trent'anni qui va sempre peggio: prostitute, incidenti, atti di vandalismo, profilattici e siringhe. Bisogna far rinascere questo cuore pulsante dell'economia cittadina».