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Pescara, 28/06/2026
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Data: 02/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Inchiesta sulla metro, in tre sotto processo. A giudizio l'imprenditore Iannini insieme a due dirigenti comunali

L'AQUILA. Ci sarà un processo per accertare se ci sono state irregolarità nell'affidamento dei lavori della metropolitana di superficie alla Cgrt (Costruzione gestioni reti trasporto). Infatti il giudice per le udienze preliminari del tribunale, Carlo Tatozzi, ha disposto il rinvio a processo per turbativa libera degli incanti di tre persone: l'imprenditore Eliseo Iannini, titolare della Cgrt, e i dirigenti comunali Vittorio Fabrizi e Mario Di Gregorio.
Il processo a carico dei tre imputati, chiamati in giudizio in concorso, inizierà il 22 giugno, di fronte al tribunale in composizione collegiale. Queste, in sintesi, le accuse mosse nell'ambito delle procedure della licitazione privata oggetto delle valutazioni dei giudici.
Gli imputati, di concerto con Eliseo Iannini, avrebbero omesso volutamente di segnalare nel bando di gara che l'affidamento avrebbe garantito al concessionario un incasso annuale di 2 miliardi e ottocento milioni di vecchie lire per la durata di 30 anni da parte del Comune, a differenza di quanto indicato dal bando dove la controprestazione del concessionario veniva individuata nel solo contributo pubblico e nel diritto di gestire funzionalmente l'opera.
«Nelle condizioni previste dallo schema di concessione allegato alla proposta della Cgrt si elimina, di fatto, per il concessionario» è scritto nel decreto di rinvio a giudizio «l'alea legata alla gestione dell'opera e non si è consentito, in tal modo, ai potenziali imprenditori interessati, di valutare adeguatamente il contenuto economico dell'intervento». Secondo i giudici, quindi, l'omissione avrebbe influito in maniera decisiva sull'aggiudicazione.
C'è anche un'aggravante consistente nel fatto che il presunto reato è stato commesso da persone preposte dall'autorità comunale alla licitazione.
Vittorio Fabrizi, in particolare, è imputato nella sua qualità di dirigente del servizio di programmazione del settore opere pubbliche comunale. Mario Di Gregorio, invece, è chiamato in causa in quanto responsabile del «procedimento per la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico urbano a trazione elettrica».
Le indagini furono avviate nel 2002 ma andarono avanti molto lentamente. Infatti c'è stato bisogno di una consulenza e di una serie di testimonianze di persone informate sui fatti (e quindi mai entrate nell'indagine) tra le quali il segretario generale del Comune, Giorgio Lovili, gli ex assessori Italo Pacitti, Pierluigi Tancredi ed Ernesto Placidi e il dirigente Renato Amorosi. Agli atti anche la denuncia del Comitato di via Roma che si batte contro la metro. La stessa procura, inoltre, chiese inizialmente l'archiviazione ma il giudice per le indagini preliminari decise di non accoglierla. Il magistrato, successivamente, ordinò alla procura di fare imputazioni «coatte» a carico delle tre persone che ieri sono state rinviate a giudizio, con il Comune dell'Aquila che figura come parte offesa e che risulta rappresentato dall'avvocato Domenico de Nardis.
Nel corso del processo gli imputati saranno assistiti dagli avvocati Attilio Cecchini, Massimo Manieri e Stefano Rossi.

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