PESCARA. «Il piano di riordino dei posti letto nell'ambito del piano di rientro per la spesa sanitaria sta riproponendo scenari che pensavamo fossero superati». E' il giudizio delle segreterie dei sindacati, Anaao Assomed della dirigenza Medica di L'Aquila, Avezzano-Sulmona, Teramo; che si dicono deluse dell'accordo fatto da: Ds, Margherita e Sdi; che prevede un taglio di posti letto per i privati e una assegnazione tra pubblico e privato di 50 posti letto per l'alta riabilitazione.
Il patto dovrà essere oggi preso in esame dalla Commissione sanità della Regione. Sul piano politico all'accordo manca un pezzo della maggiornanza di centrosinistra, Rifondazione, infatti, non ha partecipato alla riunione di Margherita, Ds e Sdi; e questa mattina Rifondazione come ha spiegato il segretario regionale, Marco Gelmini, si riprone di esaminare la proposta, non dando per scontato il suo si.
«La scelta di un sistema sanitario pubblico forte e di uno privato integrativo dovevano essere la logica conseguenza e responsabile soluzione di tutte quelle distorsioni, operazione Fira ed altre inchieste giudiziarie», fanno presente i medici dell'Anaao Assomed, «che avevano portato la Regione Abruzzo fuori dal patto di stabilità ed oggetto di numerose inchieste giudiziarie». Fatta la premessa il sindacato dei medici elenca i motivi di contrasto con la Regione.
«Il dato di fatto attuale è questo», sottolinea l'Anaao, «opera un taglio di posti letto, si mantengono i budget per le strutture private fino alla fine del 2007, si lasciano numerosi posti letto di riabilitazione, quelli più "convenienti" appesi al futuro del piano sanitario regionale, si litiga per assegnare nuovi posti letto ai privati, non si valuta a fondo chi ha operato in maniera corretta fino ad oggi. L'appropriatezza della prestazione, di cui tanto si è discusso, sta ad indicare il corretto trattamento sanitario ed umano della persona malata e non può essere derivato da una logica esclusivamente economica. La distorsione della prestazione appropriata ed il suo conseguente rimborso, (DRG) è stata già definita dalla magistratura in altre regioni come utilizzo criminale del "drg"».
I medici lanciano anche un appello a rivedere i temini dell'accordo. «La sanità abruzzese deve essere sottratta da quel groviglio di interessi di parte, di trasversalità soffocante, di malcostume che ne ha determinato il tracollo», scrivono i medici dell'Anaao Assomed, «si sente la necessità di creare un sistema in grado di dare al cittadino l'idea di un nuovo inizio, l'affermazione di un nuovo modo di amministrare fatto di regole certe, uguali per tutti, che governi un sistema di relazioni e di atti, sano ed ispirato all'etica del buon governo. Ridare fiducia al cittadino, rispetto delle regole e trasparenza amministrativa significa anche poter chiedere ulteriori tassazioni senza il timore che queste vengano viste come gabelle ingiuste e frutto di un sistema arrogante e prevaricatore».
La dirigenza medica di L'Aquila, Avezzano-Sulmona e Teramo dell'Anaao nel documento parla anche di cifre.
«Con il piano di riordino ci sono in ballo 350 milioni di euro», fa presente l'Annao-Assomed, «che lo Stato dovrà dare alla Regione Abruzzo, ma anche con l'operazione Fira c'erano 600 milioni di euro da utilizzare urgentemente. Non ci fidiamo più. Non è più tempo di disponibilità economiche immediate e "pericolose", chiediamo invece che la Regione Abruzzo prenda definitivamente le distanze da antichi metodi di gestione senza cedere ad alcun tipo di ricatto».