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Data: 26/03/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Fs, sindacati in rivolta. Proclamato uno sciopero di sette ore per la giornata del 13 aprile. «Liberalizzazione senza regole, rischi di ricadute negative sul lavoro»

La gravità della crisi produttiva e finanziaria in cui versano le imprese del Gruppo Fs, il rischio di ricadute negative sul lavoro, le molte questioni aperte con l'impresa e con il Governo che ancora non hanno trovato risposte positive, il mancato avvio del confronto sul Ccnl, necessitano di una prima risposta da parte della categoria». Così Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti motivano la proclamazione di uno sciopero di 7 ore - dalle 9 alle 17 - fissato per il 13 aprile. Cresce quindi la tensione tra le parti sociali in prossimità del confronto tra azienda e Governo sul piano industriale 2007-2011. Ma le voci dei tagli di personale trapelate nei mesi scorsi e mai smentite dall'azienda che ha parlato di turn-over e di un ricambio interno ingenerato dall'introduzione del macchinista unico, così come la spada di Damocle della chiusura di alcune tratte dei servizi universali non remunerative nel caso in cui il Governo non intervenga finanziariamente, agitano il sindacato. Che punta il dito contro la liberalizzazione «senza regole».
«La modalità con la quale è stata fatta la liberalizzazione - lamentano le tre sigle sindacali - rende drammaticamente evidente il rischio di tenuta dei livelli produttivi del Gruppo e dell'indotto, non essendo previsto, nelle regole fino a oggi vigenti, che le aziende ferroviarie, insieme ai servizi commercialmente utili, svolgano anche dei servizi che i cittadini richiedono, ma che non hanno sostenibilità economica.
Ma intanto, mentre si attende di conoscere la risposta del Governo sugli scenari possibili, il gruppo Fs presenta al ministero dell'Economia la ricetta del risanamento del trasporto regionale e metropolitano.
La cura studiata dall'Ad Mauro Moretti e dal presidente, Innocenzo Cipolletta, prevede un incremento del 30 per cento dei trasferimenti finanziari di Stato e Regioni, associati però al rincaro dei biglietti che dell'arco di un quinquennio sfioreranno il raddoppio e un aumento di capitale di 1,5 miliardi per sostenere un piano di investimenti in nuovi treni da 6,5 miliardi. Il risanamento - secondo i vertici di Fs - potrebbe arrivare nel 2009 ma a condizione di un aumento del traffico da 21 a 30 miliardi di passeggeri-km nel quinquennio grazie anche alla nuova disponibilità di binari lasciati inutilizzati dall'alta velocità. Non solo. Il gruppo punta al rinnovo del materiale rotabile con investimenti quantificati in 4,9 miliardi che insieme ai fondi chiesti a via XX Settembre raggiungerebbe quota 6,5 miliardi di euro. In questo quadro si inserisce il recente ordine a Bombardier di 150 locomotori per un investimento di
368 milioni.

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