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Data: 27/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Scelte coerenti per risanare le Asl» Castellucci (Cgil): Pescara individui le priorità per cittadini e operatori

PESCARA. Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil era tra il folto pubblico che ieri ha assistito al consiglio sulla sanità: i sindacati contavano di intervenire, ma non è stato possibile perchè l'assise non era aperta.
«E' bene che il consiglio si occupi della sanità a Pescara», commenta, «perchè il piano di risanamento e di riorganizzazione della sanità abruzzese ha bisogno di una forte responsabilizzazione collettiva e di scelte coerenti, a partire da chi amministra e dalle forze politiche, che devono promuovere una programmazione che nasca dai bisogni dei cittadini e che esca dalle beghe clientelari e della lobby politiche e sanitarie che hanno determinato le condizioni di dissesto in cui ci troviamo».
Il sindacalista critica «il balletto delle rivendicazioni e degli interessi contrapposti cui stiamo assistendo in questi giorni, che rallenta l'approvazione del piano di riorganizzazione regionale e rischia di far pagare ulteriormente ai cittadini abruzzesi i costi del mancato avvio del processo di risanamento». Dietro l'angolo ci sono nuove tasse, oltre l'addizionale Irpef, se non saranno rispettati i termini degli accordi nazionali. «Sembra a volte che tutti siano d'accordo sulla necessità di una politica della salute che si sviluppi sulla distrettualizzazione dei servizi, sulla deospedalizzazione, sulla razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie», osserva Castellucci, «poi però si vuole che questo sia possibile garantendo tutto così com'è». Il segretario della Camera del lavoro esorta a mollare campanilismi e interessi di bottega: «Ogni sindaco, ogni territorio, ogni ospedale, ogni clinica privata, ogni primario rivendica il "più uno"», incalza, «e non si capisce come sarà possibile cambiare radicalmente la politica sanitaria in questa regione senza mettere mano agli assetti strutturali e dei servizi, andando oltre la "conta" dei posti letto».
In sostanza, si possono tagliare i posti letto, ma se tutto rimane com'è, senza ridurre gli sprechi, i «doppioni», i «siti improduttivi» sarà difficile spostare sul territorio «la rete dei servizi, l'integrazione socio sanitaria, la prevenzione primaria collettiva». E allora il sindacalista chiede di «ristabilire le regole degli accreditamenti, degli standard, dell'appropriatezza dei ricoveri, partendo dalla sanità privata, che troppo spesso ha goduto di un'assenza di regole e trasparenza. Bisogna uscire dai ricatti occupazionali e affrontare con serietà i problemi degli eventuali esuberi di personale che potrebbero determinarsi dall'applicazione delle linee di riorganizzazione sanitaria. Il discorso vale per il personale delle cliniche private e per le centinaia di lavoratori della Asl di Pescara - infermieri, tecnici, medici - che da anni operano con contratti precari». Castellucci invoca misure, anche legislative regionali, che aiutino il processo di riorganizzazione anche per la ricollocazione del personale, attraverso progetti di riqualificazione e di mobilità territoriale.
Il «tavolo per la sanità a Pescara» proposto dal Consiglio comunale piace dunque al segretario: «Una lente di ingrandimento su questa realtà», dice, «serve per individuare le priorità e i progetti da proporre alla giunta regionale». Impossibile non puntare i riflettori sui conti della Asl: «Gli ultimi provvedimenti della gestione Cordone costano 7 milioni e 200mila euro», sottolina il sindacalista, a proposito delle 400 delibere dell'ex manager con promozioni e assunzioni, «la spesa del personale per il 2007 stimata dal nuovo direttore generale ammonta a 152 milioni di euro, ben oltre il tetto previsto dal piano di rientro regionale, fissato a 146 milioni. Chi paga la gestione "allegra" del dottor Cordone?». Domanda retorica: «Rischiano di pagarla i lavoratori in scadenza di contratto, che alla Asl di Pescara sono centinaia. E' bene chiedere alla Regione», conclude, «una rivisitazione possibile della distribuzione degli 11 milioni di euro previsti per le Asl abruzzesi, per evitare il blocco dei servizi che si rischia a Pescara non rinnovando i contratti in scadenza».

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