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Data: 30/03/2007
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Genova. La Motorizzazione boccia il bus blindato per lo stadio. Fassio (Filt Cgil) «Credo che siamo di fronte all'ennesima presa in giro di questa azienda nei confronti dei suoi autisti»

No al prototipo elaborato da Ami per Amt: è ritenuto non omologabile

QUEL "carrozzone blindato" non può circolare, e pazienza se è costato migliaia di euro e ha tenuto per un po' buoni gli autisti esasperati dai frequenti eccessi dei tifosi in trasferta. La Motorizzazione civile di Genova ha detto no al prototipo per portare i tifosi allo stadio elaborato da Ami per conto di Amt (ma a seguirne la progettazione era stato un pool di esperti di entrambe le società). O meglio, ha risposto no alla richiesta di omologazione motivando il rifiuto con un "mai visto prima". E' partita subito la richiesta di un parere ai più esperti colleghi di Milano, ma ad oggi non è dato sapere quando e se arriverà il sì. E dire che il progetto era stato elaborato sul modello del bus che da tempo circola a Piacenza. Via i sedili, via tutto ciò che può infrangersi, blindatura completa delle pareti, dei finestrini e dell'abitacolo del conducente. Non è bastato, perché al momento della messa su strada l'autobus non si è comportato come avrebbe dovuto, oppure non aveva caratteristiche adatte a trasportare passeggeri. Sta di fatto che per ora è stato bocciato, rimarrà in rimessa fino a data da destinarsi.
I rappresentanti sindacali degli autoferrotranvieri, che nell'ultima occasione di sciopero avevano guidato personalmente i bus del servizio stadio per andare incontro alle difficoltà di azienda e Prefettura di fronte al match ad alto rischio Genoa-Juventus, oggi si sentono presi in giro. E minacciano di rispolverare l'ascia di guerra sotterrata in virtù della promessa di far uscire dalla rimessa freschi freschi e in tempi rapidi 15 nuovi bus "anti-assalto". «Credo che siamo di fronte all'ennesima presa in giro di questa azienda nei confronti dei suoi autisti - dice Guido Fassio, segretario della Filt-Cgil - sta di fatto che siamo di nuovo da capo, e molti soldi sono stati spesi inutilmente». «Tra l'altro - prosegue Fassio - le nostre legittime domande sul perché sia Amt a dover spendere i 400 mila euro necesari alle blindature non hanno ottenuto nessuna risposta. Nel frattempo una società come la Sampdoria ha presentato un bilancio che parla di 3 milioni di utili e parla del nuovo stadio».
Che il bus antisfondamento non fosse nato sotto i migliori auspici lo si è capito fin dall'inizio. I rappresentanti dei lavoratori, convocati nel giorno della presentazione ufficiale, ne avevano sottolineato i punti deboli da risolvere assolutamente prima dell'entrata in servizio. Il mezzo, il primo blindato mai costruito a Genova, fu "rimandato" a causa del tappo del serbatoio accessibile anche ai passeggeri e quindi a portata di "raudo", dei vetri laterali della cabina dell'autista non realizzati in multistrato, della stessa cabina tutt'altro che fonoassorbente. Dettagli non proprio dettagli, ma in una settimana di officina si sarebbero risolti con un esborso non eccessivo. Poi lo stop della Motorizzazione.
«Eppure avevamo esposto all'azienda la possibilità che il bus non sarebbe stato "capito" dalla Motorizzazione - dice Mauro Nolaschi, rappresentante della Faisa - i colleghi di Piacenza ci avevano informato che nella loro città era stato il prefetto a prendersi la responsabilità dei mezzi blindati, anche se questi non avrebbero mai avuto il benestare della Motorizzazione. Qui si è voluto percorrere strade diverse, ma se il risultato è questo torneremo a combattere. Perché quando riapriranno alle comitive di tifosi ospiti saranno di nuovo problemi».
«Chiederemo al prefetto di autorizzare la circolazione dei mezzi - è l'opinione di Giuseppe Mazza, segretario provinciale della Fit Cisl - è più che fondamentale, almeno nel periodo che sarà necessario affinché Milano si pronunci. D'altra parte è chi sorveglia sull'ordine pubblico che dovrebbe prendersi una responsabilità come questa».


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