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Data: 30/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Porto di Ortona, in arrivo 24 milioni del Cipe. Oggi a Roma la firma dell'accordo di programma tra Regione e ministero

CHIETI. In arrivo 24 milioni di euro per il porto di Ortona. Questa mattina alle 10,30 a Roma, nella sede del ministero per lo sviluppo economico verrà firmato il primo atto integrativo dell'accordo di programma quadro sui porti. La stipula porterà il finanziamento destinato allo scalo ortonese. All'incontro saranno presenti rappresentanti della Regione e dei ministeri per lo sviluppo economico e delle infrastrutture. I 24 milioni, che fanno parte dei fondi Cipe, verranno girati al Comune di Ortona e serviranno per il completamento del braccio nord della diga foranea.
Una notizia che proietta lo scalo regionale ortonese a diventare porto internazionale dell'Adriatico.
«Questo è il risultato del lavoro e della tenacia della Regione e della Provincia», dice il consigliere regionale della Margherita Camillo D'Alessandro, «che hanno voluto puntare sulle vocazioni dei territori. L'Abruzzo fino ad oggi non ha a disposizione un vero porto regionale in grado di candidarsi a incrociare gli attuali traffici commerciali che provengono dall'Oriente che passano per il Mediterraneo e arrivano naturalmente a Ortona».
Questi finanziamenti infatti consentiranno, con il completamento della diga foranea, di portare lo scalo ortonese a una livello di profondità di 12 metri che consentirà l'approdo di imbarcazioni di milioni di tonnellate di lavoro.
«Oltre ai finanziamenti pubblici», continua D'Alessandro, «si dovranno ripetere le esperienze di altri porti del mondo dove i privati sono intervenuti con il project finacing (investire, realizzare e gestire)». E in questo senso l'interesse per lo scalo ortonese è stato mostrato dalla Deutsche Bank che, poco più di un mese fa, ha firmato un accordo con la Regione che consente all'istituto di credito la facoltà di individuare i partner privati che affiancheranno le istituzioni pubbliche nel potenziamento del porto di Ortona.
«Il verificarsi di finanziamenti pubblici e privati per il porto sono il vero fatto nuovo», dice D'Alessandro, «puntare allo sviluppo economico attraverso nuovi insediamenti industriali non ha più senso, mentre investire su una struttura portuale avrà nel tempo conseguenze economiche, in termini di occupazione e di indotto, pari o superiori a quelle prodotte in passato dalle industrie».

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