Coletti: abbiamo speso meno del previsto. «Penalizzata la crescita professionale»
CHIETI. L'amministrazione provinciale ha appena varcato metà cammino e ha cambiato «in maniera determinante» l'organizzazione del personale «con la riconferma e l'ulteriore incremento dei contratti co.co.co. e con l'assunzione di personale interinale in termini numerici abnormi e individuato con modalità di selezione prive di qualsiasi forma di pubblicizzazione interna ed esterna all'ente».
Non le manda a dire al presidente Tommaso Coletti la Cgil-Funzione pubblica, rappresentata dal coordinatore del direttivo provinciale Eugenio Iezzi e dalla segretaria teatina Ada Sinimberghi, in aperta polemica sulla politica del personale.
E non tarda la risposta di Coletti: «Ritengo utili le critiche costruttive sulle scelte operate ultimamente dall'amministrazione provinciale, ma devo sottolineare che, così come certificato dagli uffici preposti e dal collegio dei revisori dei conti la spesa complessiva per il personale per l'anno 2006 (compresa di dipendenti di ruolo, co.co.co., interinali e consulenze) è stata inferiore dell'1% rispetto alla spesa complessiva dell'anno 2004, così come voluto dalla legge finanziaria 2006. Processi di riordino della struttura, della verifica dei carichi di lavoro, della stabilizzazione dei precari, saranno valutati dall'amministrazione provinciale di concerto con le organizzazioni sindacali e la Rsu nel rispetto delle norme di legge e di quelle contrattuali. Ritengo utili», conclude polemicamente Coletti, «le sollecitazioni e le critiche della Cgil, ma desidero sottolineare che nessuno può speculare sulla "pelle di lavoratori" sotto l'aspetto politico e tantomeno sindacale. A breve sarà riconvocata una nuova riunione per continuare la discussione già avviata sui problemi sollevati dal sindacato».
In sostanza la Cgil contesta il «flusso di assunzioni continuo e ininterrotto che ha penalizzato fortemente la crescita professionale di gran parte del personale in organico. E a questo si sono aggiunti, da ultimo, provvedimenti particolarmente significativi per la tempestività, le modalità di assunzione e la portata innovativa». In pratica «istituiti nuovi settori e nuovamente definiti quelli preesistenti, aumentate numericamente e rideterminate molte indennità di posizione», continua l'attacco sindacale, «nominati nuovi dirigenti e individuati quallo classi per gli stipendi. Tutte le scelte e gli interventi, dall'ampliamento a dismisura del lavoro atipico alla determinazione di altri aspetti essenziali, attinenti alla vita stessa dell'ente, sono avvenuti senza la previa definizione di un quadro organico complessivo, stabilito, discusso, e argomentato nell'ambito di un corretto svolgimento delle relazioni sindacali». E poi la contestazione di scelte all'apparenza estemporanee, suggerite più da ragioni politiche che da «criteri oggettivi», riunioni «convocate due giorni prima... il più delle volte su decisioni già prese, hanno svilito il ruolo del sindacato che di fatto non ha avuto il riconoscimento come interlocutore». Ogni «istanza, ogni problematica... è stata nella sostanza elusa... La Finanziaria 2007 prevede un piano triennale per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Un processo complesso», che richiede una migliore organizzazione del lavoro. Nel frattempo bocciatura del piano di riorganizzazione della Provincia in attesa di un confronto senza preclusioni con il sindacato.