ROMA. È durato venti minuti il colloquio di ieri pomeriggio al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente della Regione Ottaviano Del Turco. L'argomento uno solo: l'Abruzzo. «Ho chiesto al Presidente di dare una mano all'Abruzzo», ha detto Del Turco al termine dell'incontro. «Napolitano è uomo che ha una lunghissima esperienza politica e una grandissima conoscenza dei territori e della loro economia. E non è un caso che mi ha chiesto conto di vecchie storie abruzzesi che hanno rappresentato per anni un problema».
«Dall'agricoltura alle grandi aziende che da grandi fattori di sviluppo per la regione sono diventati fattori di crisi». Del Turco ha insistito sul fatto che l'incontro con il presidente Napolitano «è andato bene, anche perché il Capo dello Stato ha avuto la pazienza di ascoltare le nostre ragioni e pensare percorsi che possano aiutare, nei limiti istituzionali imposti dal ruolo, la nostra Regione anche per risolvere i nostri guai».
I guai sono quelli di una Regione il cui sviluppo è ipotecato dal debito della sanità. Una regione che destina l'80% del proprio bilancio alla voce salute e nonostante questo riesce a indebitarsi. Il 15 aprile Del Turco e l'assessore Bernardo Mazzocca si presenteranno al ministero dell'Economia per la prima verifica del patto di rietro da deficit della sanità sottoscritto con il governo che dovrebbe portare in tre anni al pareggio dei conti. Nel frattempo la Regione non può restare ferma e ha bisogno di risorse ulteriori. È questo il senso del colloquio con Napolitano dopo il quale Del Turco aprirà il confronto con il governo, secondo la strategia stabilita con tutta la giunta il 12 marzo scorso durante l'incontro-studio alla Montagnola di Corropoli. Oggiintanto in Senato va il decreto del governo che destina ulteriori 350 milioni alla sanità abruzzese.
Domani Del Turco parteciperà alla conferenza straordinaria delle Regioni e delle Province autonome che dovrà valutare le questioni sul tappeto in materia di federalismo fiscale, e soprattutto di ticket per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale che dal 1º aprile sono passati sotto la competenza delle Regioni.