Data: 07/07/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Finanziaria da 35 miliardi». Sindacati all'attacco. Il governo illustra il Dpef a Cgil, Cisl e Uil. Epifani: molti i tagli, servono più informazioni

ROMA - I sindacati, che ieri alla vigilia del varo del Documento di programmazione hanno incontrato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sono assai preoccupati per i tagli che si profilano alla spesa pubblica, oltreché molto arrabbiati per il metodo del confronto. Il Dpef confermerà l'obiettivo di rientro del deficit pubblico sotto il 3% del Pil nel 2007, come previsto dagli accordi europei. E per riuscirci, visto che il disavanzo quest'anno non scenderà sotto il 4%, il governo mette in cantiere una Finanziaria da quasi 2,5 punti di Pil, non meno di 35 miliardi di euro. Una Finanziaria monstre, che agita Cgil, Cisl e Uil. Tanto più che Padoa-Schioppa non ha dato loro alcun dettaglio, salvo confermare, facendoli preoccupare ancor di più, che la manovra interverrà sui quattro grandi capitoli della spesa pubblica, ovvero sanità, enti locali, previdenza e pubblico impiego. «Sembra di cogliere un'accentuazione che non condividiamo sui tagli alla spesa sociale. Non sono soddisfatto né dell'entità delle informazioni, né dello squilibrio nei confronti dei tagli sociali che non sono stati quantificati», ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.
Ai sindacati Padoa-Schioppa ha comunicato solo una cifra, quella dell'inflazione programmata che servirà come base per i rinnovi dei contratti di lavoro, che sarà pari all'1,9% nel 2007. Ma anche su questo i sindacati sono rimasti delusi. «La concertazione si stenta a vedere. L'inflazione programmata non è un dato concordato, l'abbiamo sentito dal ministro. L'accordo del '93 prevede che le parti concordino il tasso, la norma è stata scavalcata» ha osservato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. «Insistiamo per un tasso più alto, più vicino all'inflazione reale per non creare problemi ai contratti da fare», ha aggiunto Bonanni. «Siamo insoddisfatti, il ministro è stato generico sul provvedimento, i tagli non sono stati quantificati», ha commentato il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.
Subito dopo l'incontro con Padoa-Schioppa, Bonanni ha riunito la segreteria della Cisl, e per oggi ha convocato il comitato esecutivo. Lunedì, poi, è stata già convocata una segreteria unitaria dei sindacati confederali. L'aria che tira, insomma, non è affatto buona. Anche se nel Dpef, non ci sono dettagli sulla manovra da affrontare, né elementi specifici sui tagli nei quattro settori chiave della spesa pubblica. Solo indicazioni di massima, riassunte in quattro schede tematiche. Come hanno confermato ieri il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, e quello della Salute, Livia Turco, spiegando che le cifre e i meccanismi di intervento su enti locali e sanità saranno inserite solo nella Finanziaria. Per il resto, il Dpef con il quale lunedì prossimo Tommaso Padoa-Schioppa tenterà di convincere l'Unione Europea sull'impegno del governo al risanamento, conterrebbe solo indicazioni di carattere politico, che confermano in buona sostanza il programma elettorale: lotta all'evasione, competitività, piano per l'energia, politica per le imprese. Nel Documento si fa riferimento anche alle privatizzazioni. Il processo, si dice, riprenderà. Ma da dove e come non c'è scritto

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