Data: 10/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Soldi ai consiglieri, stop agli aumenti. Centrosinistra compatto, domani il Consiglio potrebbe revocare la legge

L'AQUILA. Ora è certo: non ci sarà l'aumento della diaria per spese di rappresentanza di 1500 euro al mese per ogni consigliere regionale. E' partito ufficialmente venerdì scorso l'iter per cancellare la contestata decisione, il cui ritiro peraltro era stato annunciato nelle scorse settimane dal presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco, a nome della maggioranza di centrosinistra.
E sono stati proprio i consiglieri di maggioranza a firmare e depositare in commissione una proposta di legge che rende concreto il dietrofront. Stretti i tempi per la cancellazione una misura che al di là delle posizioni pubbliche e delle polemiche tra centrosinistra e centrodestra è di natura trasversale: al più tardi, il provvedimento potrebbe essere portato all'esame del Consiglio regionale nella seduta che cade tra due settimane.
Ma ci potrebbe anche essere una soluzione lampo con l'espediente di un emendamento ad una qualsiasi legge da presentare ed approvare nella seduta di domani.
Propende per questa ipotesi il segretario regionale e consigliere regionale dei Ds, Stefania Misticoni: «Io e il consigliere Bosco», dice Misticoni, «in attesa che si procedesse con una misura firmata da tutta la maggioranza, avevamo già depositato un provvedimento di soppressione dell'articolo perché come Ds riteniamo che non si potesse perdere tanto tempo. Per questo siamo convinti che già martedì si debba cancellare tutto».
Comunque, in ogni caso si va ad eliminare la disposizione inserita nell'ambito della legge sulla finanza regionale. Quel provvedimento contenitore, dopo la promulgazione da parte del presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, che ha adempiuto ad un atto dovuto, è stato pubblicato e quindi è in vigore. Proprio lo status di legge ha permesso la presentazione della proposta che cancella l'aumento delle spese di diaria per i consiglieri regionali.
E' il capogruppo di Rifondazione comunista, Daniela Santroni, che parla a nome della maggioranza di centrosinistra, a spiegare tecnicamente il percorso: «La proposta di legge, presentata da tutti i consiglieri di centrosinistra, va a sostituire l'articolo due della legge 16 approvata alla fine di maggio, eliminando gli ultimi due commi che riguardano il famoso rimborso di 1500 euro. La Pdl è in commissione e dovrebbe andare in Consiglio tra due settimane. Ma c'è uno spiraglio: utilizzando la scorciatoia di un emendamento ad un qualsiasi legge in discussione si porrebbe anche chiudere nella seduta di martedì. Comunque, il provvedimento non può entrare in vigore perché la sua attuazione è rimandata ad un regolamento».
Santroni entra nel merito politico.
«Si chiude una vicenda antipatica», spiega Santroni, «con un atto di responsabilità di tutta la maggioranza, è indicativo che sia, tutti assieme, preso un impegno a cancellare il provvedimento dopo aver fatto questa caduta di stile. In una situazione di estrema difficoltà, ad esempio con la sanità e l'aumento delle tasse, un minimo di sano rigore anche da parte nostra di doveva essere. E' il minimo che ci chiedono i cittadini».

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