Data: 12/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Chi ha speculato paghi oggi lo sviluppo». Bonanni mette in guardia il Governo. Del Turco a Roma al vertice sul Mezzogiorno

MONTESILVANO. «Il primo passo da fare per il governo è quello di decidere chi deve pagare i debiti». Lo ha detto a Montesilvano il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine della riunione del consiglio generale del sindacato in Abruzzo. «La nostra opinione», ha spiegato Bonanni, «è che i debiti devono essere fatti pagare da chi non ha pagato finora, da chi ha evaso le tasse».
«Il problema è lì», ha proseguito il segretario Bonanni, «cioè diciamo che questi soldi devono essere recuperati per sostenere tutto ciò che serve per risanare i debiti, ma anche per trovare risorse per lo sviluppo. Il primo passo da fare del governo è quello di decidere chi deve pagare i debiti, chi deve finanziare lo sviluppo. Noi riteniamo che devono essere gli evasori fiscali, coloro che guadagnano sulla speculazione e non sul lavoro».
In merito ai rapporti con il Governo nazionale, Bonanni non ha nascosto una sua perplessità.
«Per adesso», ha osservato ancora Bonanni, «i segnali non sono proprio come ci aspettavamo, però stiamo lavorando affinchè i segnali ci siano, ma non per soddisfare l'esigenza del sindacato, ma per mettere insieme tutti coloro che possono fare e dire qualcosa per lo sviluppo del Paese, tra l'altro è anche un modo per togliere di mezzo le lobby».
«Quando c'è concertazione», ha proseguito il segretario della Cisl, «i riflettori sono sui soggetti e sui temi che bisogna affrontare, quando invece non c'è concertazione le lobby scorrazzano in tutti i palazzi del potere e finiscono in seconda linea i problemi della gente, dei lavoratori e dei pensionati, mentre vogliamo che ci sia trasparenza, che si tengano lontano le lobby e si discuta dei problemi che riguardano le persone che per vivere devono lavorare».
«Stiamo aspettando le risposte del Governo», ha ribadito il segretario nazionale della Cisl a proposito del Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria).
«La novità più importante», ha sottolineato ancora Bonanni, «è che tutte e tre le centrali confederali hanno la stessa opinione sia sul metodo da seguire per la concertazione, sia sul merito delle cose da dover gestire».
Al termine dell'assemblea regionale della Cisl, tenuta a Montesilvano il sindacato ha eletto Maurizio Spina nuovo segretario generale della Cisl d'Abruzzo. Il sindacalista, già nella segreteria regionale del sindacato e per 12 anni a capo della Cisl di Pescara, subentra a Gianni Tiburzi, eletto dal Consiglio nazionale confederale, vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Assistenza Sociale della Cisl (Inas).
La lunga giornata di Bonanni, però era iniziata ieri mattina a Roma, dove ha avuto anche un incontro con il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco nell'ambito del vertice tra governo, sindacati e presidenti delle Regioni del Mezzogiorno per il patto sulle priorità dello sviluppo.
Il documento discusso si muove su quattro proposte centrali sul rilancio della politica di sviluppo del mezzogiorno che le otto regioni meridionali, sindacati e Confindustria hanno presentato al Governo.
Per la Regione Abruzzo il documento unitario è stato presentato nella sede del Cnel alla presenza del viceministro allo Sviluppo con delega sul mezzogiorno, Sergio D'Antoni, dai presidenti delle regioni meridionali (Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia), dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Sandro Bonanni, Luigi Angeletti, e il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo.
Per Del Turco, inoltre, è stato un appuntamento di particolare interesse.
«Penso anche che per l'Abruzzo sia un appuntamento irrinunciabile. La forza di questo documento viene data dall'unitarietà dei sottoscrittori che chiedono al governo un impegno preciso», ha sottolineato il presidente Del Turco, «dal punto di vista politico mi sembra un documento ambizioso, ma è anche vero che dal punto di vista finanziario è di normale livello di intervento su una situazione molto grave a causa delle scelte del governo di questi anni».

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