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L'Asstra torna alla carica. Con il nuovo Governo e il nuovo Parlamento. Alle prese con l'ennesimo sciopero proclamato per il 19 luglio dai sindacati sul rinnovo del biennio contrattuale, con la crescente scarsità di risorse e l'abbandono del settore a se stesso, l'Associazione delle imprese pubbliche di trasporto locale reclama attenzione. Non tanto e non solo per sè ma per riportare alla ribalta nazionale i problemi della mobilità nella città e le proposte avanzate con la cosiddetta «Carta di Venezia». Proposte che indicano anche nuove forme di finanziamento da cui trarre i soldi necessari a muovere gli autobus e le metropolitane. «Così come si decise di destinare una quota delle accise sulla benzina al fondi regionali per i trasporti - ha spiegato il presidente, Marcello Panettoni - bisognerebbe ora, visto che il parco mezzi diesel ha toccato il 55% del totale, istituire un prelievo di 10 centesimi di euro sul gasolio. Ne deriverebbe un gettito di circa 1,5 miliardi con cui costituire un fondo che integri le risorse delle Regioni». Da destinare sia agli investimenti in infrastrutture, in mezzi di trasporto e in tecnologie innovative sia ad incrementare i soldi per l'esercizio destinati alle aziende. L'altra leva potrebbe essere costituita dall'aumento delle tariffe: in Italia il prezzo dei biglietti è inferiore a quello medio praticato negli altri Paesi europei: «A Parigi il ticket per la metropolitana - questo l'esempio di Panettoni - costa 1,40 euro, il 40% in più che a Roma. Oltre alla risorse aggiuntive - necessarie per evitare che l'intero settore torni al deficit visto che i corrispettivi trasferiti dagli enti locali e i ricavi da traffico non hanno seguito l'andamento dell'inflazione del settore (tra il 1996 e il 2005 pari al 34%) - che devono essere «organiche e strutturali», Asstra chiede che il Tpl venga trattato come una grande questione nazionale e che venga completato il processo di liberalizzazione avviato con la legge 422 del 1997. Le ripetute inversioni di rotta rispetto all'apertura del mercato e l'introduzione, seppur per un solo anno, dell'in house hanno prodotto una grave incertezza del quadro normativo con il risultato che oggi la situazione in Italia è molto diversificata, Accanto a Regioni che hanno completato le gare per gli affidamenti alle aziende ve ne sono altre dove le aste sono in corso ed altre ancora che hanno optato per l'affidamento diretto o a società miste pubblico-privato. Infine, il contratto. «Non è che non vogliamo siglare l'accordo - ha spiegato il presidente - per il rinnovo del biennio contrattuale. E' che non possiamo». Il viceministro ai Trasporti, Cesare De Piccoli, intervenuto" alla presentazione pubblica di Asstra, si è impegnato a indire «al più presto un incontro al ministero per fare il quadro delle risorse necessarie nel comparto». |