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(ANSA) - ROMA - Il Governo stringe sulle nomine per i vertici delle societa' pubbliche nel settore dei trasporti: e' attesa a breve una decisione su Ferrovie, per poi arrivare, con tempi probabilmente piu' lunghi, ad aprire il dossier Alitalia. Il fascicolo ''trasporti'' sara' domani sul tavolo di Palazzo Chigi per un confronto con sindacati. Subito dopo si riunisce il Consiglio dei Ministri: potrebbe essere l'occasione per un esame collegiale in vista delle prime decisioni, anche sulla base della relazione tecnica su Alitalia e Ferrovie, chiesta dal ministero, e da poco arrivata sul tavolo di Palazzo Chigi. Tre aspetti, aveva gia' indicato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, andranno valutati contestualmente: le scelte sul management, strategie e piani industriali per il rilancio delle societa', eventuali misure per far fronte alle difficolta' economico-finanziarie ed alla mancanza di risorse per investimenti e piani di sviluppo. Due i dossier principali: Alitalia e Ferrovie. Mentre il Governo comincia anche a ragionare sul futuro della compagnia di navigazione pubblica Tirrenia, che da fine 2008, su richiesta dell'Unione europea, si trovera' ad affrontare uno stop ai finanziamenti statali in un mercato piu' aperto alla concorrenza. Dopo le parole di Bianchi, che ha indicato ''tempi non lunghi'' per le prime decisioni su Ferrovie ed Alitalia, dal Governo arrivano altre chiare indicazioni in questa direzione. Le Nomine? ''Prima le facciamo meglio e''', dice il viceministro dei Trasporti, Cesare De Piccoli. Il sottosegretario all'Economia, Massimo Tononi, parla di decisioni ''a breve'' sulle nomine, e della necessita' di un confronto collegiale all'interno del governo che avverra' ''a brevissimo''. Intanto conferma il ''serio impegno del governo a sanare situazioni molto problematiche e finanziariamente difficili''. Intanto Antonio Di Pietro chiede uno stop alle megaretribuzioni per i vertici delle aziende. E mette in discussione l'opportunita' dello spoil system: ''I manager dovrebbero poter terminare il loro mandato'', dice, ma se poi non garantiranno ''il raggiungimento di risultati positivi e misurabili'' il governo sara' ''legittimato ad interrompere il loro mandato senza alcuna buona uscita''. Sul tavolo del Governo anche la possibilita' di una diversa organizzazione del gruppo Ferrovie dello Stato, per arrivare ad una separazione piu' netta tra la gestione delle infrastrutture (affidata a Rfi-Rete Rerroviaria Italiana) e quella dei trasporti (affidata a Trenitalia). ''Il governo dovra' riunirsi, prima o poi, e valutarlo'', dice il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, indicando che non e' ne' un suo auspicio ne' un consiglio, ma una indicazione della Commissione Europea e dell'Autorita' di Vigilanza sui Lavori Pubblici che ''hanno scritto della necessita' di differenziare meglio il ruolo del gestore da quello del costruttore per evitare conflitti di interesse''. E' di diverso avviso il ministro dei Trasporti: ''con Di Pietro non ci sono diverbi, ma differenti valutazioni'', dice Alessandro Bianchi, indicando che ''la decisione sara' presa con la Presidenza del Consiglio. Abbiamo appuntamento la prossima settimana, quando avro' avuto il rapporto definitivo dell'istruttoria che ho chiesto. Personalmente sono per mantenere la holding'', (la capogruppo Ferrovie, che controlla Rfi che Trenitalia), ''in modo da evitare una ulteriore frammentazione dell'azienda che a me sembra non opportuna''. Intanto domani Palazzo Chigi apre il confronto sul fronte dei sindacati. E' previsto alle 9, a Palazzo Chigi, un primo incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Le altre sigle incontreranno il ministro Bianchi, al ministero, in tarda mattinata. |