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Al via il dopo-Ferretti Di Stefano (An) protesta «L'Unione è arrogante» LANCIANO. Meno interesse per il trasporto su gomma per rilanciare quello delle merci sulla strada ferrata. Guardare alle aree di risulta con un occhio puntato alle esigenze del traffico. Sono le due priorità nel piano di Loredana Di Lorenzo, neopresidente della Sangritana. A meno di 12 ore dalla nomina al vertice della società pubblica di trasporto, la Di Lorenzo, responsabile regionale della Margherita, ieri mattina era già ai posti di comando nella sede di via Dalmazia. Due battute con il presidente uscente, Marino Ferretti (An), un caffé insieme ed ecco che quel ruolo si materializza con i primi adempimenti burocratici e con l'accettazione delle nomine dei componenti del consiglio di amministrazione della società. Hanno sottoscritto l'incarico Maria Teresa Giannantonio, sindaco di San Vito; Gianni Quagliarella (Vasto), Andrea Rosario Natale (Lanciano); Giuseppe D'Ortona (Santa Maria Imbaro). «Ho accettato l'incarico con soddisfazione», dice la Di Lorenzo. «La Sangritana è una bella azienda, che promette in ciò che può fare e che può svilupparsi nel trasporto delle merci su ferrovia, con ricadute positive sull'economia regionale e del comprensorio. Penso a quanto possiamo fare stando al servizio delle aziende della Val di Sangro. L'orientamento è di diminuire il nostro peso nel trasporto su gomma». Sul futuro delle aree di risulta, la neo-presidente annuncia un piano di intesa con gli enti che hanno la competenza su traffico e viabilità. «Insieme», aggiunge la Di Lorenzo, «si possono fare ottime cose per migliorare la qualità della vita. E il primo pensiero va proprio a Lanciano». La concertazione riguarderà anche le forze sociali. A chi sostiene che una società con sede a Lanciano avrebbe dovuto esprimere un presidente frentano, la Di Lorenzo replica che «nessuno può criticare un lancianese se venisse nominato al vertice di un'azienda di Roma. Rispettiamo la professionalità». Sulla nomina della Di Lorenzo, è intervenuto in tono polemico il capogruppo di An alla Regione, Fabrizio Di Stefano. «Questa vicenda», sostiene «ha dimostrato di quanta arroganza e spregio delle istituzioni è capace il governo regionale di centrosinistra. Una società per azioni può essere azzerata e rinominata solo per giusta causa. Nel caso della Sangritana è stata solo una necessità politica di occupare le poltrone. La Regione si troverà a dover pagare doppi emolumenti, fino alla scadenza del mandato, ai consiglieri defenestrati e a quelli appena nominati. Ancora una volta, poi», ha continuato Di Stefano, «il centrosinistra di Lanciano non è stato in grado di esprimere alcuna professionalità per ricoprire incarichi gestionali importanti come per Asl, Ater e Sangritana appunto. Tra gli sconfitti c'è il presidente della Provincia, Tommaso Coletti, obiettivo di questa scelta: è debole sul territorio». |