Data: 01/08/2006
Testata giornalistica: Il Centro
I pendolari. «Vagoni bollenti o gelidi così si rischia la salute»

AVEZZANO. Viaggiare sulla Roma-Pescara non significa solo arrivare "puntualmente" in ritardo, come racconta una pendolare esasperata ma anche «rischiare la salute». Ieri mattina alcuni vagoni erano affollati e immersi in un clima tropicale, altri, invece, a causa dell'aria condizionata a tutto gas, sembravano delle vere e proprie celle frigorifere. «Chi non ha esperienza», confida la pendolare, «rischia davvero ogni volta che viaggia in treno di buscarsi un malanno. Io, invece, ogni giorno, prendo le mie precauzioni», aggiunge sistemandosi nervosamente una sciarpa di seta intorno al collo, «mi vesto a strati, come una cipolla. Se fa freddo mi proteggo con foulard e giacchini, altrimenti mi spoglio». In effetti, sulla «linea della vergogna», come spesso viene definita dai pendolari la Roma-Pescara, il clima nei vagoni non è mai quello ottimale. E ieri, sul convoglio partito da Avezzano alle 9,32, gli sbalzi di temperatura tra un vagone e l'altro hanno fatto imbestialire i passeggeri. I primi scomparti, quelli a rimorchio del locomotore, erano bollenti e maleodoranti, mentre quelli in coda, insopportabilmente gelidi. «È una vergogna», protestano in massa, «non siamo bestiame e neppure "broccoli" da refrigerare nelle celle frigorifere».

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