Data: 03/08/2006
Testata giornalistica: Abruzzo Oggi
Lettera inviata a Regione, Confindustria e altri sindacati
Adriatico-Tirreno, la Cisl: «Serve più integrazione»

Documento firmato dal segretario Spina

Pescara. - «Quali proposte siamo in grado di elaborare a livello regionale per migliorare i collegamenti con le città del sud? E, soprattutto, quali collegamenti l'Abruzzo è in grado di sviluppare per avvicinarsi ad alcune regioni che si allontanano sempre più?» Sono gli interrogativi sollevati dal segretario regionale della Cisl abruzzese, Maurizio Spina, in un documento della segreteria sindacale dopo che i presidenti delle regioni del sud, i sindacati e la Confindustria hanno firmato un'intesa sulle infrastrutture, la logistica e la ricerca nel Mezzogiorno.
«Purtroppo - prosegue Spina - l'Adriatico e il Tirreno non comunicano, mentre si disegnano in Europa nuovi corridoi strategici per il futuro sviluppo continentale e il Mediterraneo. L'Abruzzo fa fatica a inserirsi, in mancanza di un porto regionale degno di questo nome,con treni che camminano a passo di lumaca». La Cisl con l'Abruzzo si trova ad affrontare, sostiene il documento, una serie di competizione politiche, economiche e sociali, in una realtà territoriale di 10 mila 794 chilometri quadri, con un numero limitato di abitanti (un milione 297 mila), concentrata nella zona collinare e sulla costa che risiede in una municipalità diffusa formata da 305 comuni spalmati su un territorio per il 65% montuoso e il 34.7% collinare.
La forza lavoro è costituita da 532 mila unità (di cui occupate 495 mila per il 64% nei servizi, il 22% nell'industria, il 4,8% in agricoltura). Una regione dei parchi, della cultura e arte, ricca di risorse naturali che non riesce ancora a risolvere le sue contraddizioni che vedono aree interne deboli, uno sviluppo produttivo e delle infrastrutture non equamente diffuso,ma anche lo spopolamento della montagna e l'invecchiamento della popolazione.

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