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Roma.- Conferma tra le polemiche per il presidente e ad di Alitalia Giancarlo Cimoli e rinvio a dopo la pausa estiva per le Fs. A sciogliere la riserva sulla compagnia di bandiera ieri è stato ufficialmente il ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, davanti ai sindacati confederali e alle sigle di categoria nella riunione della "cabina di regia sui trasporti" a Palazzo Chigi. Una scelta che ha creato sorpresa e perplessità a cominciare dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi: «Spero sia una notizia infondata» aveva detto in mattinata per poi ribadire durante la riunione le sue divergenze rispetto alla scelta del Tesoro. Padoa-Schioppa ha spiegato che parlare di cambio ai vertici o della discesa della quota del Tesoro non è prioritario ma, al contrario, destabilizzante di fronte ai gravi problemi dell'azienda. Quindi, per il ministro la priorità è andare avanti con il piano industriale. Che può essere rivisto e corretto, anche con i suggerimenti dei sindacati. I primi correttivi, intanto, arriveranno su suggerimento dell'azionista sul fronte dell'organigramma: pronto un nuovo direttore generate Ernesto Albanese, ora dg di Coni Servizi. Critico anche il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, non presente alla riunione. Ma le più deluse sono le sigle dei lavoratori che chiedono da tempo l'uscita dell'attuale vertice e parlano di fallimento della gestione attuale. Infatti ieri i segretari della Cgil, Gugliemo Epifani e della Cisl Raffaele Bonanni hanno ribadito che il problema non è sul nome di Cimoli ma sulla necessità di un nuovo piano industriale. Mentre la Uil è da tempo meno critica con il manager toscano. Il segretario nazionale della Fit-Cisl Claudio Genovesi giudica «grave e contraddittorio che il ministro, come azionista, abbia parlato di situazione grave confermando però l'attuale management, e che abbia detto di non conoscere esattamente la situazione dell'azienda, pur avendo come azionista i suoi rappresentanti in cda». «Le terapie proposte sembrano inadeguate alla gravità della situazione - dice il segretario confederale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, sottolineando che - evidentemente c'è una certa dialettica anche all'interno del governo». Anche dalla Uilt un segnale d'allarme: Veneziani sottolinea che «se oggi non si trova un nuovo modello di business la compagnia potrebbe presto finire i soldi e si potrebbe arrivare al collasso prima di quanto si possa pensare». Confermato lo sciopero dei dipendenti Alitalia del 7 settembre, ma alla fine di agosto ci sarà una nuova convocazione da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta per riaffrontare la questione. Anche sul fronte Ferrovie nessuna decisione. Non è stato infatti trovato l'accordo in particolare sulla poltrona del presidente dove resta Elio Catania che e anche amministratore delegato della holding. Un nome che dovrebbe essere presentato dal vicepremier Francesco Rutelli (l'ultimo nome circolato era quello di Gianfranco Imperatori). Dunque, in stand by rimane il futuro ad, il capo di Rete ferroviaria italiana (Rfi) Mauro Moretti. |