Data: 08/08/2006
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Ritardi e bus pieni, Tursi stanga Amt. Sanzione da 50 mila euro per il mancato rispetto del contratto di servizio.

Il mobility manager Santel: «Era negli accordi». Ma i sindacati insorgono: «Colpa dei rinvii nella tracciatura dei percorsi preferenziali»

Gli autobus non rispettano la tabella di marcia e viaggiano sovraffollati? Il Comune chiede conto ad Amt e le addebita una penale, cioè una pena pecuniaria a risarcimento del mancato rispetto del contratto di servizio. Per i primi sei mesi di monitoraggio del trasporto pubblico in città - l'amministrazione ha accesso diretto alle rilevazioni automatiche sui mezzi e dall'azienda riceve mensilmente report riassuntivi, oltre alle segnalazioni circostanziate dei passeggeri - Tursi addebita all'azienda una penale di 50 mila euro.
«Amt è inadempiente nella misura in cui non rispetta gli orari programmati - spiega l'assessore alla Viabilità Arcangelo Merella - e come prevede il contratto è stata chiamata a pagare una multa». Mentre Aster finisce di dipingere le corsie riservate agli autobus destinate ad aumentare la velocità commerciale dei bus - ieri ha debuttato il «corridoio di qualità» di Sestri con relativa coda sull'Aurelia - Amt viene multata perché le linee ritardano e i passeggeri viaggiano come sardine.
«Niente che non fosse previsto - minimizza Alberto Santel, mobility manager -. L'azienda deve rispettare gli orari e garantire la corrispondenza tra domanda e offerta. In caso contrario è chiamata a pagare una penale». Ancora impossibile sapere in quali tratte siano avvenute più frequentemente le violazioni. La spiegazione ufficiale è in questi giorni di ferie gli amministratori non hanno sotto mano i tabulati. Da Amt si leva la voce dei sindacati che, nel difendere azienda e lavoratori, sostengono che ritardi e sovraffollamenti siano causati dal mancato completamento delle corsie gialle e dall'esigenza di fare quadrare i conti attraverso una riduzione del servizio su strada.
«La riorganizzazione della rete imposta dalla necessità di contenere il disavanzo - commenta Andrea Gatto, segretario Faisa-Cisal - altro non è che una riduzione del servizio, che chiaramente comporta sovraffollamento sui mezzi e ritardo nelle corse: se devo caricare dieci passeggeri a fermata invece di cinque impiego più tempo. Perciò insistiamo affinché le corsie gialle siano tracciate, e non ridotte o rinviate». Sui «corridoi di qualità» i sindacati puntano tutto e davanti alle ultime prese di posizione di Merella - che ha messo in discussione la fattibilità e l'utilità di alcune corsie e non firmato le ultime ordinanze - assumono posizioni molto critiche. Dalla Filt-Cgil arriva una provocazione che suona come una minaccia: «Se a settembre le corsie non saranno state tracciate come previsto i lavoratori adotteranno iniziative eclatanti». «Non si nascondano sotto le strisce gialle tutti i problemi del trasporto pubblico - ribatte Merella -: dall'organizzazione del lavoro alla produttività». «I risultati dei controlli del primo semestre dell'anno dovranno essere raffrontati con quelli del secondo semestre - dice Guido Fassio, segretario di Filt-Cgil -. Allora vedremo se il Comune avrà rispettato i suoi impegni sulle corsie gialle e sul numero dei parcheggi: in caso contrario sarà l'amministrazione a dover pagare una penale».
«Le corsie gialle aumenteranno la velocità commerciale - insiste Gatto -. Incrementare di un chilometro l'ora la velocità del servizio permette di risparmiare 4,5 milioni di euro l'anno». Ma il mobility manager ricorda che i ritardi e il sovraffollamento sanzionati da Tursi nulla hanno a che fare con gli 11 chilometri di corsie gialle che il Comune deve tracciare entro l'anno. «Gli orari che l'azienda è tenuta a rispettare oggi sono quelli stabiliti nel 2004, a prescindere dall'introduzione delle nuove corsie gialle - spiega Santel -. Oggi il servizio è quello che è. Quando ci saranno le nuove corsie sarà meglio. Ma è importante sapere che anche oggi orari e sovraffollamento sono monitorati, visto che in passato nessuno controllava niente. Questo cautela il cittadino. Se rispetto all'anno scorso a luglio i passeggeri sono aumentati del 6% non è un caso, è merito dei controlli sui biglietti e sul servizio».


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