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PESCARA. «Non avrò la tessera di altri partiti dopo 32 anni di iscrizione a Pci e Ds. Ma lascio i Ds perchè non sono interessato alla nascita di un Partito democratico, di un partito che non si occupa dei problemi delle catergorie più deboli. Per questo insieme a tanti altri compagni ho aderito a "Uniti a sinistra"». Con una lettera inviata nei giorni scorsi ai segretari regionali e provinciali Misticoni e Sfamurri, il segretario della Cgil e della Camera del lavoro di Pescara, Paolo Castellucci, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a non chiedere più la tessera dei Ds. Con Castellucci continua la fuga dei sindacalisti della Cgil dal partito della Quercia, fuga cominciata due anni fa da Mario Boyer (che prima ha aderito ai Comunisti italiani, poi ha lasciato il partito di Diliberto per avvicinarsi a "Sinistra europea") e da altri componenti della segreteria provinciale e regionale, come Giuliano Colazilli e Domenico Ronca. E non è un caso se sono i sindacalisti a lasciare i Ds per andare a rinforzare la prima linea della nuova formazione contraria al partito unico con la Margherita. «Questa nuova forza politica si propone come un laboratorio della sinistra transnazionale, nell'ottica di un rinnovato impegno verso le categorie più deboli, a partire dai lavoratori e dai senza lavoro», spiega Castellucci. «Un fenomeno che seguo fin dall'inizio, tant'è che ho partecipato anche alla costituzione di "Uniti a sinistra"». Segretario regionale della Fiom-Cgil prima di prendere la guida della Camera del lavoro di Pescara, Castellucci ha vissuto in prima linea diverse battaglie sindacali aspre. Con altrettanta forza è impegnato oggi sul fronte della lotta al precariato, della tutela dell'acqua come bene pubblico e contro la guerra in Libano e gli interventi militari in Afghanistan e Iraq. |