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Proteste contro i tagli In piazza i lavoratori delle cliniche private
L'AQUILA. Il piano di riordino della rete ospedaliera è cosa fatta. Ieri la Commissione regionale sanità ha approvato il testo a maggioranza, con il no del centrodestra e l'astensione di Rifondazione, Comunisti Italiani e Italia dei Valori. Oggi il piano va in consiglio. La seduta è iniziata alle 11 dopo la decisione della riunione dei capigruppo di rimandare a oggi la riunione del consiglio regionale. I lavori sono andati avanti fino alle 16 del pomeriggio, mentre fuori dai cancelli dell'emiciclo manifestavano circa 800 dipendenti delle case di cura del gruppo Villa Pini e 150 dipendenti della clinica San Raffaele di Sulmona («Non chiediamo che il piano venga stravolto, vogliamo che la politica individui misure alternative per salvaguardare i livelli occupazionali», questa la tesi dei manifestanti). Il voto finale in commissione non era affatto scontato. Il giorno prima solo la mediazione della presidente Antonella Bosco aveva convinto i partiti dell'Unione a ridurre gli emendamenti da 83 a 15 subemendamenti, incorporando alcune richieste di modifica avanzate dal centrodestra. Alla fine sul tavolo dei consiglieri sono arrivati i 15 subemendamenti della maggioranza (approvati) e un solo emendamento della minoranza (respinto). Al voto conclusivo la maggioranza si è divisa, con l'astensione di Pdci, Italia dei Valori e Rifondazione. «Gli emendamenti approvati», ha spiegato soddisfatta la presidente Bosco «sono stati il frutto anche di indicazioni e sollecitazioni fornite durante le numerosissime audizioni con amministratori locali, sindacati, operatori della sanità, direttori generali delle Asl e rappresentanti dell'ospedalità privata». Il piano che esce dalla Commissione è leggermente diverso da quello approvato in bozza dalla Giunta, e ingloba la richiesta fatta soprattutto dai Ds di modulare i tagli ai privati secondo criteri di "storicità", premiando le cliniche più virtuose. Un esercizio che ha messo in difficoltà i consiglieri perché, come spiegava Antonio Boschetti prima della riunione, «le regole non erano mai state scritte». Dal lavoro della commissione i tagli ai privati sono stati in media del 17,4%, con punte del 29% per la clinica Santa Maria, e l'eccezione della San Raffaele che aumenta dell'83% con l'assegnazione dei 25 nuovi posti di alta riabilitazione (gli altri 25 assegnati vanno al San Valentino, 40 sono ancora da assegnare). Complessivamente i privati perdono 209 posti letto. Secondo i timori dei sindacati il taglio potrebbe costare 4-500 posti di lavoro, ma l'assessore Bernardo Mazzocca ha fiducia che «i tagli possano essere riassorbiti, senza fare della macelleria sociale». L'obiettivo è di riconvertire una parte dei posti letto in "hospice" (strutture per l'assistenza di malati terminali) che oggi sono praticamente assenti in Abruzzo, in Rsa o alta riabilitazione. Nel pubblico i tagli sono di 256 posti letto, ma sono molto di più i tagli nel settore acuti che complessivamente nel pubblico-privato sono 990. Le strutture pubbliche recuperano comunque guadagnando posti letto nella riabilitazione e nella lungodegenza. Sulla distribuzione dei posti letto nel pubblico non si è ancora deciso. Al momento i tagli sono previsti a livello di Asl, saranno poi i direttori generali con propri atti a definire il come e il dove. |