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ROMA. «Ridondanze» nei posti di lavoro, con «esuberi notevoli». Rami della rete da tagliare. E «tariffe molto più basse che in altri Paesi: un sistema che va rivisto». Il ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, parla chiaro indicando che per Ferrovie potrebbero essere presto necessarie «scelte difficili e impopolari». E', dice, «un sistema che va potato, come tutti gli alberi sani». Parole che destano viva preoccupazione per la Cisl, preoccupazione ed incertezza per la Uil. «Non servono i tagli al personale ma serve un piano industriale e di sviluppo serio», commenta il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Tutti chiedono al governo di aprire un confronto. Mentre è immediato il no dei consumatori al rischio di aumenti delle tariffe. Ferrovie sta lavorando al piano strategico 2007-2011, indica il ministro, con «uno scambio di idee intenso con il governo». Sarà definito «nelle prossime settimane». Il ministro indica l'obiettivo: «Ci aspettiamo che le Ferrovie garantiscono il raggiungimento dell'equilibrio finanziario e il miglioramento del livello di servizi e infrastrutture. C'è un livello delle tariffe del tutto fuori linea rispetto a quelle di altri Paesi. Sono molto più basse». Il problema ricade «sia sui viaggiatori che sui contribuenti e serve un riequilibrio». Quanto ai ferrovieri «se in tutto il mondo i treni possono viaggiare con un macchinista unico, non si capisce perché in Italia ne servano due». Servirebbe più flessibilità, e «ci sono esuberi notevoli». |