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Va avanti il progetto della tassazione unica del 20 per cento per tutti i «redditi da locazione» ROMA. Quello che il governo e la maggioranza hanno allo studio è un «abbattimento consistente» dell'Ici sulla prima casa. La conferma è arrivata dal viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. La riforma del catasto prevista nel ddl delega sulle rendite finanziarie «fissa un paletto che ci consente di intervenire sull'Ici con un abbattimento consistente». Saranno inserite norme transitorie, ha confermato Visco, ma meccanismi di attuazione e periodi di riferimento sono ancora da valutare. Tutto dipenderà «dalle priorità che verranno stabilite per utilizzare l'extra gettito». La riduzione dell'Ici, ma anche le detrazioni per gli affitti, approderanno all'esame dell'aula della Camera a partire dal 23 aprile. Dal disegno di legge che ridurrà l'Ici resterà fuori però l'aliquota unica al 20% sulle rendite finanziarie. Il ddl sulle rendite catastali dovrebbe permettere al fisco di recuperare una consistente parte dell'evasione nel comparto immobiliare: una volta riviste le rendite si provvederà ad attenuare la tassa di registro e ad aumentare la franchigia sulle tassa di successione oggi ferma a un milione di euro. In questo contesto l'orientamento è quello di un'esenzione dell'Ici sulla prima casa sino a 100 metri quadrati. «Il testo sarà riscritto - ha spiegato il sottosegretario al Tesoro Lettieri - e l'orientamento del governo è quello di introdurre una esenzione Ici sulla prima casa fino a 100 metri quadrati e di varare agevolazioni fiscali sugli affitti e per le giovani coppie». Sulla stessa lunghezza d'onda il sottosegretario al Tesoro Alfiero Grandi che ha parlato di sconti per «chi è in affitto e per l'Ici prima casa» ma ha avvertito che il provvedimento difficilmente potrà avere effetti sull'acconto Ici di giugno che dovrà essere dunque calcolato sulla base delle attuali norme. La discussione ancora aperta nella maggioranza è quella della dimensione e dei tempi del provvedimento: l'esenzione dell'Ici sulla prima casa potrebbe salire in termini di metri quadrati e potrebbe entrare in vigore in tempi molto più rapidi. Visco e Padoa-Schioppa preferiscono varare il provvedimento subito ma rendendolo attuativo a partire da prossimo anno mentre quasi tutto il resto della maggioranza preferirebbe che l'esenzione diventasse operativa sin dalla prossima scadenza di giugno. L'altra misura che dovrebbe essere introdotta nel campo abitativo, riguarda l'introduzione della cedolare secca del 20% sui redditi da locazione, cioè per i proprietari di case in affitto. Il governo dovrebbe presentare un emendamento a un provvedimento, ancora da identificare, ma in via di approvazione al Senato presso la commissione Finanze presieduta da Giorgio Benvenuto (Ds). Nel provvedimento dovrebbero figurare anche le misure per la lotta all'evasione e agli affitti in nero. Su questa riforma della tassazione si è aperta una querelle tra sindacati degli inquilini e Confedilizia che ha lanciato accuse nei confronti di Sunia-Sicet. I sindacati sono «condizionati da errate informazioni» secondo il presidente di Confedilizia, Sforza Sfogliani, cioè che la cedolare secca rappresenti una riduzione generalizzata dell'imposizione fiscale sull'immobiliare, «avendo anche dimenticato la lotta al nero che hanno detto di volere, anche se oggi combattono l'unico strumento che potrebbe sconfiggerlo». «Se non fosse così - continua Sforza Sfogliani - la presa di posizione sindacale potrebbe giustificarsi in un modo solo: con una mentalità vetero-classista, che vede nel locatore la demoniaca figura del padrone di casa e che non considera che la vera controparte dell'inquilino è oggi il fisco». |