Data: 31/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Treni, manca la coincidenza con i bus Arpa. I pendolari marsicani costretti a usare l'auto, un appello alla Regione

AVEZZANO. Quattro anni fa gli orari d'arrivo dei treni coincidevano con quelli di partenza dei bus diretti in vari comuni della Marsica. Ora, i due vettori pubblici, nonostante si parli da tempo di integrazione tariffaria, operano a compartimenti stagni. All'arrivo dei treni serali, in particolare quello delle 19.15 e delle 20.14, i numerosi pendolari non trovano più i bus per tornare a casa.
«Basterebbero pochi minuti di attesa dei pullman», affermano, «per risolvere il problema. Abbiamo segnalato più volte all'Arpa i disagi creati dagli orari sfalsati», aggiungono, «ma ci hanno risposto che l'azienda non tiene più conto delle coincidenze con l'arrivo dei treni». Un muro di gomma che li costringe ad utilizzare l'auto per recarsi al lavoro e rientrare la sera in paese. Ora i pendolari lanciano un appello alla Regione, affinché si attivi un tavolo con le due aziende per programmare un servizio pubblico che risponda alle esigenze degli utenti. «Non chiediamo niente di impossibile», spiegano, «ma semplicemente un'azione efficace per mettere fine ai disagi di altre persone costrette a spostarsi in macchina, quando basterebbe posticipare di una decina di minuti la partenza dei pullman. Operazione che porterebbe un indubbio risultato: ridurre il numero delle auto in circolazione con un vantaggio economico per l'azienda di trasporto pubblico su gomma. Senza dimenticare i rischi, soprattutto durante l'inverno quando le strade gelano, per i lavoratori».
Alla politica, quindi, il compito di dare risposta in un settore strategico come quello dei trasporti. «L'ideale», concludono i pendolari, «sarebbe quello di avviare un piano di lavoro per far coincidere gli orari dei mezzi pubblici e organizzare un sistema di integrazione tariffaria. Scelta che, oltre ad eliminare i disagi in alcune zone, consentirebbe di coprire altri percorsi sguarniti dal servizio di trasporto pubblico».
Un progetto che nella Marsica era stato messo in cantiere ai tempi della giunta Falconio, quando si ipotizzò un piano sperimentale per la Valle Roveto. Operazione finita nel dimenticatoio.

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