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Pescara, 17/12/2014
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Data: 14/11/2013
Testata giornalistica: Prima da Noi
Arresto De Fanis: hostess, hotel e champagne: tanto paga la Regione Abruzzo «Io posso dare tutto, la dipendente regionale non capisce un caz..»

ABRUZZO. Non solo fondi pubblici da distribuire a proprio piacimento bypassando la Giunta regionale ma anche piccoli posti di lavoro che in tempi di crisi non farebbero schifo a nessuno.
Nell’ambito dell’inchiesta ‘Il Vate’ che ha portato all’arresto l’assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis, gli inquirenti hanno scoperto anche che la sua segretaria Lucia Zingariello (anche lei da ieri ai domiciliari) avrebbe suggerito al suo superiore di piazzare due sue amiche come hostess nello stand della Regione Abruzzo in occasione della fiera del Libro a Torino.
Un’opera di convincimento che non deve essere stata difficile se, come emerge dalle intercettazioni, il rapporto tra Zingariello e De Fanis appare abbastanza intimo. De Fanis la chiama «amore mio», parlano apertamente della gestione di denaro e l’assessore in una occasione le dice anche che se ha bisogno di soldi le presterà 300 euro…

UNA COPPIA PERICOLOSA
I due, come emerge dalla ricostruzione della Procura pescarese, si confrontano spesso sul da farsi, De Fanis istruisce la sua collaboratrice (assunta a tempo determinato dalla Regione Abruzzo) su quali telefonate fare per ottenere il pagamento di quelle che gli inquirenti chiamano a tutti gli effetti tangenti.
Già, perché per il gip Maria Carla Sacco che ha firmato l’ordinanza di arresto, l’assessore regionale alla Cultura sarebbe dedito a «strumentalizzare la propria carica a fini illeciti, predisponendo complesse strategie di procedure amministrative, denotando, pertanto, una pervicace abitualità delittuosa». Per il giudice «è altamente probabile che compirà altri reati della stessa specie di quelli posti in essere». Da qui la necessità dei domiciliari.
La segretaria invece, viene descritta come intermediaria «nella attività illecita posta in essere dal De Fanis stesso anche per lei appare concreto il pericolo di reiterare condotte delittuose».

«NON VI PREOCCUPATE, HO MESSO 500 EURO IN PIU’»
La donna, da quanto racconta alle sue amiche (non sapendo di essere intercettata), pare abbia ampio margine di manovra e riesce, senza troppi problemi, a ritoccare verso l’alto i compensi per le due hostess scelte per lo stand istituzionale della Regione.
Di questi posti di lavoro, pagati ovviamente con soldi pubblici (1.700 euro a ragazza), la Forestale ne viene a conoscenza proprio da alcune conversazioni di Zingariello. La donna chiama una sua amica, Maria Giustina e le dice che l'ha chiamata Rosa Giammarco (altra indagata) per Greta (figlia di Maria Giustina ndr) e Chiara (baby sitter di Lucia).
«Non vi dovete preoccupare dei soldi», assicura la segretaria di De Fanis, «perchè io glielo faccio aumentare in qualche…, glielo dico a Gigi di farlo aumentare in qualche maniera. Lo faccio ma non deve essere mo il problema l'albergo».
Nell'hotel dove devono alloggiare le due il prezzo è di 126 euro a notte: solo la colazione costa 27 euro, senza colazione 90 euro. Le ragazze vorrebbero prendere un hotel ad un prezzo inferiore.
La Zingariello, al telefono con un’altra donna, spiega: « li abbiamo divisi noi i soldi. Io e Rosa li abbiamo divisi i soldi e siccome sapevo che dovevo mettere lei (Greta, lo figlia di Maria Giustina - ndr) io ho fatto mettere 500 euro in più, perché loro stanno prendendo 500 euro in più rispetto a quelli dell'anno scorso, perchè quelli dell'anno scorso hanno preso 1200euro pagandosi l’alloggio e il biglietto e io il biglietto gliel'ho fatto proprio togliere perché il biglietto lo abbiamo, l'ho fatto pagare a …a noi! Non l'ho messo a loro perchè loro si sarebbero dovute pagare anche il
biglietto, io gli ho fatto il biglietto dell'autobus e il biglietto del treno perché era Greta!»
La spesa insomma è tutta a carico della Regione.

CHAMPAGNE CON LA CARTA DELL’ENTE?
In un altro caso De Fanis via telefono racconta alla sua segretaria di aver addebitato alcune spese alla Regione…. come una bottiglia di champagne che ha voluto offrire di sua spontanea volontà.
De Fanis: ma stiamo al Caffè Torino ma ho offerto io una bottiglia di champagne
Zingariello: come al solito tu
De Fanis: e che devo fare amore mio? mo vedo di pagarla con la cosa della Regione viene centotrenta euro la bottiglia
Zingariello: e be pagala con quella della Regione
De Fanis: e a me piace fare così
Zingariello: e
De Fanis: purtroppo chi nasce signore e dispendioso è così
Zingariello: scusa ma pagala con quella dello Regione almeno una volta
De Fanis: io e te …io e te passem li guai se stem uniti gli frechem tutt quadagnem quindici spende'm vent.

Su questo punto il gip sostiene che occorrerà acquisire la documentazione a riscontro, «ma il contenuto delle conversazioni telefoniche, appare da solo sufficiente a rappresentare il disinvolto uso del denaro pubblico, illuminando sulla personalità dei soggetti coinvolti»

Arresto De Fanis: «io posso dare tutto, la dipendente regionale non capisce un caz..»

ABRUZZO. Solitamente una amministrazione pubblica può essere molto lenta ad erogare i finanziamenti pubblici.
C’è chi attende mesi, chi è costretto a rincorrere i responsabili del procedimento. Ma può anche accadere che sia addirittura l’assessore competente a scomodarsi in prima persona e a sollecitare il privato ad emettere subito la fattura «così domani te la paghiamo».
Ed è proprio questo che è accaduto il 10 giugno scorso quando l’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, arrestato ieri dalla Forestale con l’accusa di concussione, ha alzato il telefono per chiamare Andrea Mascitti.
Quest’ultimo aveva accettato (per finta, in quanto stava già collaborando con la Procura) di gonfiare la fattura dei costi vivi per un evento in occasione della Fiera del libro (a maggio scorso a Torino) per farci uscire anche una tangente per l’assessore tramite l’associazione Abruzzo Antico che secondo la Procura di Pescara rappresenta un vero e proprio braccio operativo di De Fanis.
«Un filtro», lo definisce il gip Mariacarla Sacco nell’ordinanza di custodia cautelare, attraverso cui far transitare le erogazioni dei contributi regionali per gli eventi culturali «con la assoluta complicità e consapevolezza» di Falone ‘prestanome’ e titolare dell’associazione.

«INVIAMI LA FATTURA»
In realtà l’accordo tra De Fanis e Mascitti era un bluff, una intesa a senso unico perché l’imprenditore era già andato a denunciare tutto agli inquirenti. Ma l’assessore questo non lo sapeva. Pensava solo che il ritardo fosse da attribuire ad una lentezza di Mascitti «ma cussù è lento di natura Lucì, è lento di natura».

MASCITTI: Pronto?
DE FANIS: Andrea salve sono Gigi De Fanis
MASCITTI: ciao ciao assessò
DE FANIS: senti ci dovresti dare la fattura di Torino per cortesia, dobbiamo pagarla ...
MASCITTI: e siii io infatti guarda, l'ho preparata e stavo facendo la raccomandata andavo a fare la raccomandata adesso, che faccio ...la giro via mail?
DE FANIS: ma guardaaa no girala via mail, girala via mail
MASCITTI: aaa meno male ...
DE FANIS: e l'originale tienila tu, in modo che se poi ci occorre non ce l'abbiamo girala via mail che noi la possiamo stampare, va bene?
MASCITTI: perfettissimo a che indirizzo assessore a che indirizzo? a quelloo
DE F ANIS: eee lo sai quello di cultura?
MASCITTI: si si cultura oggi?
DE FANIS: ecc, cultura oggi va bene, ok?
MASCITTI: va bene!
DE FANIS: così noi domani mattina possiamo procedere!
MASCITTI: che meraviglia, guarda veramente io ..
DE FANIS: ok!

In realtà, sostengono gli inquirenti, prima Mascitti incassa i soldi, e prima la tangente verrà rigirata all’assessore.

MA DI CHI E’ L’ASSOCIAZIONE?
Ma qualche mese prima del Festival di Torino la Procura ha intercettato una conversazione tra De Fanis e Ermanno Falone, rappresentante dell'associazione culturale AbruzzoAntico, durante la quale l’assessore dice all’interlocutore che dovrebbe preparare due lettere per Torino, poi aggiunge la frase «dovremmo fare», intendendo una cosa da fare insieme.
Per gli investigatori, insomma, De Fanis è pienamente coinvolto nella Associazione Culturale.
Falone per il gip è dunque a tutti gli effetti un prestanome dell’assessore e risulta «dedito sistematicamente a concorrere con quest'ultimo nelle condotte illecite; tuttavia il Falone, ben potrebbe compiere anche autonomamente analoghi reati, portando ad ulteriori conseguenze delittuose quelli in itinere, con il collaudato sistema della associazione Abruzzo Antico attraverso la predisposizione di fatture "gonfiate" finalizzate ad ottenere finanziamenti per le attività culturali e concreto, allo stato, appare il pericolo di inquinamento probatorio, non apparendo il Falone occasionale complice, ma concorrente abituale del De Fanis».
«Emerge chiaramente», annota il gip, «dal contenuto delle conversazioni come Falone, legale rappresentante dell'associazione "Abruzzo Antico" sia di fatto un prestanome dell'assessore De Fanis e presti il suo ruolo consapevolmente sotto la direzione del De Fanis stesso».
Falone da ieri ha l’obbligo di dimora nelle ore notturne ed è libero.

DE FANIS: «QUELLA DIPENDENTE REGIONALE NON CAPISCE UN CAZZO»
Il 29 aprile sempre Ermanno Falone contatta De Fanis riferendogli che una dipendente della Regione lo ha chiamato per dirgli di cambiare gli importi della richiesta di contributo per la legge 43. L’assessore gli risponde «che quella non capisce un cazzo» e «io posso dare tutto».

Falone: «Una certa Sottini, Soldini, non so chi cavolo è questa qua …Mi ha detto che dobbiamo cambiare lo schema di quella domandina che avevamo fatto con gli importi.. Hai capito perchè dice che praticamente più dice .... sta scritto qua tredicimila ma l'Assessorato rimborsa solo il cinquanta percento».
Luigi de Fanis : «Non ti preoccupare, lasciala la Cantalini non capisce un cazzo»
Ermanno Falone: «eh esatto»
Luigi de Fanis : «io posso dare tutto! lo posso dare tutto non ti preoccupare la chiamo io
domani»

Ma da marzo 2012, ricostruiscono gli investigatori, come previsto dal Regolamento di Attuazione e dal nuovo Disciplinare, la valutazione delle richieste e delle liquidazioni, in precedenza di competenza della Giunta Regionale, compete ora al Servizio della Direzione Parchi che, con apposita Determina Dirigenziale stabilisce i contributi da erogare in misura non superiore al 50% della spesa preventivata. Non è prevista, pertanto, la competenza del singolo assessore a deliberare i contributi in questione.

I PRIMI PROBLEMI
A maggio scorso la Procura di Pescara intercetta una conversazione tra l'assessore De Fanis e Marina Marino (non indagata), dirigente della Ragioneria Generale della Regione Abruzzo. Marino è ferma e spiega all’assessore come stanno le cose:

MARINO: «fate come vi pare però sulla determina d'impegno di pagamento non mi potete scrivere ‘ l'assessore ha detto di dare i soldi a tizio …»
DE FANIS Luigi: no no vabbè… voglio dire
MARINO: cioè, perchè siccome oltretutto
DE FANIS: scriviamo, viste le richieste …
MARINO: oltretutto dentro la determina ci stanno le lettere dell'assessore che dice di dare i soldi a tizio oppure di darli a caio, io non le voglio neanche vedere (le lettere, ndr)
Insomma Marino evidenzia a De Fanis il "modus operandi" corretto delle determine di assegnazione dei contributi regionali, evidenziando che l'assessore "vertice politico" non può più gestire autonomamente e liberamente l'erogazione dei contributi regionali. I contributi regionali del resto dovrebbero essere affidati attraverso criteri fissati nelle leggi, in maniera chiara e trasparente ed in base ad un lavoro attento di selezione dei progetti.
Dovrebbe.

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