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Pescara, 20/03/2019
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Data: 30/12/2018
Testata giornalistica: Il Centro
«Gli assegni sono scoperti» Senza soldi 60 lavoratori. Nuova beffa: dopo un Natale a secco, anche a Capodanno senza stipendi. La rabbia dei dipendenti. La Cgil attacca: la dirigenza dell'azienda non funziona. Odissea che dura da 20 giorni

wVASTOLo stipendio viene annunciato e così pure l'arrivo della tredicesima. Ma è una beffa: l'assegno consegnato ai 60 lavoratori dell'azienda Cerella autotrasporti non è pagabile a vista perché sprovvisto di «copertura certa». Dopo un Natale senza stipendio, sessanta lavoratori e le loro famiglie passeranno anche Capodanno a secco. Niente soldi per le feste. La Filt Cgil definisce l'accaduto «una doccia fredda». «Dopo tanto clamore», attacca il sindacato, «sull'avvenuto pagamento degli stipendi e sulla disponibilità dei soldi con decorrenza 28 dicembre con annunci proclami e fotoricordo, l'azienda ha contattato i propri dipendenti per invitarli a passare in ditta a ritirare un assegno bancario che non è pagabile a vista poiché non provvisto di "copertura certa" come lo è un assegno circolare. Tutto questo di venerdì», continua la Cgil, «ignorando oltretutto che fra i dipendenti vi si sono lavoratori in ferie, quindi forse fuori sede e altri in malattia. Senza contare poi che per chi ha un conto on line non è prevista possibilità di versamento di assegni». L'odissea per i lavoratori continua. La Regione e l'azionista di maggioranza hanno disertato il tavolo prefettizio convocato sulla vertenza. Paolo Sallese della Filt-Cgil ha subito chiesto una giustificazione al fatto che non siano stati disposti regolarmente i bonifici come consuetudine sollecitando l'azienda a farli con la disposizione d'urgenza, al fine di assicurare entro le 24 ore successive la somma relativa al solo stipendio di novembre. «Fino a questo momento non c'è alcuna risposta», dice la rsa Cgil, «la conseguenza è che alcuni di noi avranno, forse, la disponibilità della somma non prima del 2 gennaio. Ancora una volta sui lavoratori ricadono le colpe di un management organizzativo aziendale che non ha funzionato e chissà se mai riuscirà a funzionare come dovrebbe. Lo stesso consigliere del cda presente dal prefetto ha di fatto riconosciuto con notevole imbarazzo l'esistenza di una gestione non adeguata dell'azienda, rispetto alla quale sono necessari molti miglioramenti in futuro». Il sindacato critica duramente l'assenza della Regione nell'incontro con il prefetto durante il quale avrebbe dovuto essere tracciato il futuro dell'azienda e dei lavoratori. Il consigliere con delega ai trasporti Maurizio Di Nicola replica a Sallese ricordando che comunque è stato programmato il pagamento degli stipendi e non per merito della Cgil, e che una convocazione dal prefetto può essere tranquillamente disattesa poiché non è al prefetto e/o alle parti sociali che deve rispondere la Regione, ma solo ai cittadini che ti votano. La Filt-Cgil non si arrende e non esclude lo sciopero così come previsto dalla legge 146/1990 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici.

Odissea che dura da 20 giorni

La vertenza Cerella si apre il 10 dicembre con l'annuncio dell'azienda che, per mancanza di liquidità, non pagherà gli stipendi. Dopo giorni di tensione e proteste, il 23 dicembre scorso la Cgil esibisce un manifesto funebre degli stipendi. Il 27 dicembre arriva un altro annuncio: il capitale sociale è stato aumentato a 620mila euro e via libera al pagamento di tutti gli emolumenti. Ma i lavoratori non possono ritirare gli assegni.

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